Angeli della disgrazia. Non so se si chiamino così. Azzardo il nome.
E' che mi ricordano gli angeli del turismo: quei ragazzetti che stanno nella capannella di legno, in piazza d'estate, e il cui compito è quello di dispensare indicazioni prive di utilità al turista, il programma della Versiliana e del cinema Giardino, l'orario di chiusura dei negozi.
Ecco. Gli angeli della disgrazia mi sembrano avere analogo compito insulso, invece che in piazzetta al pronto soccorso, invece che per i turisti per i parenti dei poveri disgraziati che sono finiti lì.
Mettete un ragazzo di trent'anni che mentre torna in vespa dal lavoro si sfracella rovinosamente contro il guardrail. Mettete che si fracassa il bacino per l'impatto, che ha delle ferite nella pancia dalle quali esce roba che altro che CSI, solo che è vero, mettete che il volo lo catapulta nel fosso adiacente alla strada, in mezzo alla vegetazione, dal quale non riesce ad uscire e nel quale nessuno riesce a scorgerlo per delle ore. Mettete che la sua ragazza quelle ore le ha passate a cercarlo, senza sapere dove fosse di preciso, perchè lui in stato di semicoscienza è riuscito sì ad avvisarla, con un filo di voce, ma senza saperle dare dei riferimenti precisi. Mettete che quella ragazza dopo aver chiamato i carabinieri, i genitori, il Mancio, lo trova per caso, mentre tutti stanno ancora cercando, grazie alla bici di un bimbetto, a cui si rompe la catena proprio lì, a un passo dal suo uomo agonizzante. Mettete che il suo uomo non si riesce a tirarlo su dal fosso, che la situazione appare subito molto grave, che la vita è in pericolo.
Mettete la ragazza, i genitori del ragazzo, il Mancio, la moglie del Mancio, al pronto soccorso e capite la situazione.
E mettete a questo punto uno sconosciuto, con la maglietta arancione che continua a ripetere frasi insulse "Ahh, ma li vedo tranquilli i dottori quindi insomma..." "Ahh, ma li vedo tranquilli i dottori quindi insomma..." "Ahh, ma li vedo tranquilli i dottori quindi insomma..."
"E certo, l'importante è la spina..." "E certo, l'importante è la spina...""E certo, l'importante è la spina..." e a dare indicazioni prive di fondamento "Ecco questo deve essere lui"
E tutti a guardare speranzosi dal vetro del ps.
"E' quello con le ciabatte...." Macchè ciabatte. E' tanto se ha ancora le mutande.
Ecco, questa maglietta arancione è un angelo della disgrazia.
Con apposito diploma rilasciato in seguito ad un corso, questi signori sono lì, pronti a dare un conforto a chi non lo cerca in loro.
Dopo un rapido giro di domande si capisce che il maglietta arancione non è nè parente nè amico di nessuno.
"Ma levatemi dai coglioni questo qui" E' la frase più signorile che ho sentito dire.
Ma forse è anche questo: alcuni devono convertire il dolore in rabbia per sfogarsi.
E l'angelo della disgrazia è pronto lì, a dare conforto se lo si vuole, a prendere insulti non lo so.
Saranno diplomati anche per questo? Li gratificherà?
Ma un sano volontariato all'antica no, eh?
venerdì 18 luglio 2008
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Urka...
RispondiEliminaL'avevo letto ieri sul giornale.
Davvero una serie di coincidenze assurde, non oso pensare alla disperazione dei familiari e della ragazza che per ore sa di averlo sentito, ma non sa dove...
Ogni commento è superfluo...
L'importante è che si riprenda presto, sul giornale non si capivano le effettive condizioni, magari aggiornaci.
Per quel che riguarda le magliette arancioni, mi son fatto l'idea che servano a mo' di parafulmine...
Forse...
Ciao