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Corinnaria
Sono solo un Blog: demodé per definizione, inutile per costruzione.

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Le vent se lève! . . . il faut tenter de vivre!








domenica 24 agosto 2008

Ci sono. Pensavate fossi morta seccata da un diabete improvviso e mortifero, annegata invischiata nelle parole melliflue del precedente post?
Tranquilli. Sono qui, attiva, pimpante e con un nuovo look. Ah si.
Omologata. STAMP, timbro sul sedere e avanti un'altra.
No via, non esageriamo. E' che un po' di impressione me la fa questo nuovo look che trionfa sulla mia testa. Non sono abituata, ecco.
Strisce rosse sulla testa, tipo puzzola scottata, capelli lisci come spaghetti e 180 euro in meno nel portafoglio. Così sono uscita ieri dal parrucchiere, pronta per confondermi tra l'orgia di turiste che affollano la passeggiata di Forte dei Marmi, tutte rigorosamente con capelli a spaghetto e strisce sulla testa.
Una scema, ditelo pure e vi dò anche ragione. 180 euri.
Ammazza, però. Non mi intendo granchè di parrucco, ma mi sembra un pochino esosa la rifinitura, o no?
Per il resto da sempre ho questo rapporto Odi et amo con il parrucchiere. Ci vado di rado, sia per la frenesia della vita, sia perchè mi interessa il giusto, sia perchè saranno state 5 in tutta la vita le volte che sono uscita soddisfatta da un salone.
Quando avevo ancora i capelli ricci - si, perchè fino a 32 anni ho avuto i capelli ricci, poi a quell'età, senza un vero perchè, hanno iniziato a diventare lisci, e vai a sapere il motivo, si saranno stancati - insomma quando avevo i capelli ricci ogni volta uscivo con una criniera leonina cotonata ripugnante.
Sempre uguale, qualunque fosse il parrucchiere e qualunque fosse stata la richiesta che avevo avanzato entrando. Leone cotonato e tanti saluti.
Adesso che li ho appena appena mossi, se entro sono certa di uscire con un taglio sfilato sulle spalle. "Senti, per favore, ti do carta bianca, tagliameli come vuoi, basta che tu non me li sfili, ché non mi piacciono. Tagli netti con le forbici, per favore."
"Si, si, don't worry. Capito."
Zac, zac, zac....uhmmm però potrei... sffiiil, sffiiilll, sffiiilll...
Ecco pronto un bel parrucco sfilato. "A posto! Sei contenta? Soddisfatta?"
Mah..insomma...
Comunque via, ne è valsa la pena. Il Mancio ha detto che sembro una donna, così messa. Meno male, via. E' già qualcosa.

La prima volta che andai da un parrucchiere me la ricordo. Avrò avuto 9 anni e non avevo gusti in merito, solo che volevo i capelli come la mia amica Arianna. E questo era tutto.
Ne uscii felice fotocopia, e rimasi felice tutto il tratto di strada parrucchiera Marzia-casa mia. Ci pensò mia madre poi a sedare l'euforia, che iniziò a menarmela, e non la smise per anni, giuro ANNI (mia madre non è una che dimentica facilmente), perchè mi ero conciata in una maniera disgustosa, che avevo tutti i ricciolini e me li ero rovinati, che mi avevano tagliato i capelli con una tazza in testa (leggasi un taglio pari sotto l'orecchio).
La volta dopo, anni 10-11, mi presentai con un fotoromanzo di mia nonna. Non avevo dubbi: volevo essere come l'attrice Marina. Il poveretto provò a spiegarmi che magari non uscivo proprio uguale uguale. Ma era solo per il tipo di capelli. Vedi? Li ha diversi dai tuoi.
Poveretto, che triste compito dover smontare le fantasie di una bambina.
Ci riprovai verso i 13. Non avevo esigenze particolari. Volevo solo essere più carina per piacere a quel bimbetto della mia classe. Insomma ero un'adolescente anch'io.
Che facciamo? - mi chiese il parrucchiere - Facciamo un taglio stile çòà##$%&* ?
Cosa?? Dio mio non avevo capito un accidente. Ma guai ad ammetterlo. Ero una donna quasi, non potevo confessare di non avere assolutamente idea di cosa stesse parlando.
Ok! Mi va bene! Finsi entusiasmo.
Il taglio era stile Top Gun. Ma quando mi resi conto era tardi ed era perchè mi ero ritrovata sulla testa un inconfondibile taglio corto e i miei capelli lunghi, ma così lunghi, giacevano privi di vita sul pavimento. Piansi una giornata.
Anche al liceo ricordo che mi successe di piangere disperata fuori dal parrucchiere. Anche quella volta avevo portato l'immagine rubata ad una rivista. Un taglio psichedelico. Rasato dietro, lungo davanti. Da un lato di più, da un lato meno. Ero nella fase 'fanculo tutto, 'fanculo tutti. Che mi importa? Chi se ne frega? Nuovo look, evvai.
Insomma, era vero fino ad un certo punto.
La ragazza del phon venne fuori ad abbracciarmi mentre piangevo come una vite. E la mattina alle 6 a farmi gli impacchi di camomilla sugli occhi che non si doveva vedere che avevo pianto. Sono una tosta. Hai visto il mio taglio? Sgrunt, 'fanculo tutto.

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