Ecco, volevo scrivere due righe su L'età dell'oro di Edoardo Nesi, ma sono interdetta.
Ho fatto un giro qua e là per vedere che se ne diceva in giro di questo romanzo e adesso più che una sequenza di boh...mah...hmm non mi viene.
Cioè, io, nel mio piccolo, godo o non godo di un libro allo stesso modo, o con poca differenza, di quanto faccio con un manicaretto ben cucinato. Ecco così che un Età dell'oro lo rappresento con una pizza di Athena o con un piatto di fagioli all'uccelletta. Non è che mi metto a vedere se l'acido citrico ha fatto a cazzotti con i mono e trigliceridi degli acidi grassi alimentari. Sono alla buona, ma giudico l'insieme. Il gusto nel palato e il senso nello stomaco.
E invece c'è chi l'arte la particellizza, chi la mette al microscopio. Chi cerca un'utilità in essa, chi pensa che ci siano storie che non meritano di essere raccontate. Chi cerca significati reconditi: orrori del vivere quotidiano, diagnosi sociali e politiche.
Ma uno scrittore, davvero quando scrive ha tutte queste intenzioni?
O si mette a scrivere per raccontare una storia, un contesto, uno stato d'essere.
Davvero uno scrittore vuol essere diagnostico? Indurre alla riflessione?
O sono conseguenze, queste, ineludibili all'atto di lettura, e che per questo appartengono a chi legge e non a chi scrive?
Mah.
Vi lascio alcuni link.
Io non so che dire, risposte non ne ho.
Bello, comunque, Ivo il Barrocciai.
http://www.corpo12.it/2006/01/29/recensioni/leta-delloro/
http://lospecchiodicarta.unipa.it/recensioni/etadelloro.htm
http://borislimpopo.wordpress.com/2008/02/19/edoardo-nesi-%E2%80%93-leta-delloro/
lunedì 8 settembre 2008
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Mi pareva di aver lasciato il commento ieri, ma non vedendolo pubblicato provo a riscriverlo.
RispondiEliminaPer districarti nelle differenze tra intentio auctoris, intentio lectoris, ed intentio operis ti invito alla lettura di Eco,U., I limiti dell’interpretazione, Bompiani, Milano, 1990.
Attenta però. Corri il rischio, con me verificatosi, di confondere la letteratura colla vita. E viceversa.
Grazie!
RispondiEliminaLeggerò sicuramente Eco e mi districherò, spero.
Ma spiega meglio, se vuoi, cosa intendi quando dici 'confondere la letteratura colla vita. E viceversa.'
Mi interessa.
Ehi, ma il colloquio?
RispondiEliminaEra ieri no?
Stendiamo un velo pietoso...
RispondiEliminaNo, in realtà volevano una che facesse 2000 cose, mentre io ne volevo fare una sola per tenermi aperti orizzonti non religiosi nè privati.
Così l'accordo nun s'è trovato.
A Dio non piacque.