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Corinnaria
Sono solo un Blog: demodé per definizione, inutile per costruzione.

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Le vent se lève! . . . il faut tenter de vivre!








mercoledì 22 ottobre 2008

Da stamani i ragazzi della scuola sono in autogestione. Sebbene rammaricati, perchè tutte le scuole del circondario hanno oKKupato, alle 8 puntuali, alcuni persino in anticipo [gente che i giorni normali arriva minimo alle 8.15] erano lì pronti a dichiararsi in autogestione.
Benissimo, sono con voi. Addio.

Ne approfitto per salire in segreteria a firmare i vari documenti.
Mentre sono lì arriva una delle segretarie, quella che un 2-3 settimane fa mi mise in croce perchè volevo una tessera per la fotocopiatrice. C.
C. fa alcune smorfie di sofferenza e con quelle smorfie il suo viso, fondamentalemente inespressivo, assume l'aria stanca. Diventa il viso di chi è stanco della vita.
C. dice che stanotte non ha dormito. Non ha dormito, dice, perchè aveva un dolore intercostale dovuto all'irritazione del colon. Irritazione che le deriva dallo stress, dice.
Non ha chiuso occhio perchè la figlia con un mazzo di chiavi, che le è caduto dalle mani, le ha contuso il mobile bianco dell'ingresso. Il mobile bianco dell'ingresso, ripete e sottolinea bianco. L'ha comprato ad agosto e ancora lo sta pagando.
Con i bimbi è impensabile avere cose belle e intonse, mi vien da dire.
La figlia ha 15 anni ed è andata a letto come non fosse successo niente, mentre lei, rigirandosi nel letto e non riuscendo a chiudere occhio ha mandato un messaggio alla tipa che il mobile gliel'ha venduto per avere consiglio su come poter fare. Erano le 3.

Magari non si vede nemmeno, azzarda l'altra segretaria. Magari lo puoi coprire in qualche modo.
Si vede, si vede: lei lo vede. Lei è precisissima e la figlia, la figlia è un mostro. E il mobile, quello bianco, di estremo valore.
E' di valore per te, osserva la collega. Per tua figlia no, lei la casa la vive. E va vissuta.

Eh si, ma se tornasse indietro di figli non ne farebbe, mi dice. Ne ha uno di 22 anni che fa l'università ed è bravo e questa di 15 che...
Ma lei figli non ne voleva. Lei voleva studiare psicologia a Pavia. L'anno della maturità aveva iniziato già da febbraio a pensare alla strategia giusta per farsi mandare dal padre a studiare al nord, perchè lei amava il nord, lo ha sempre amato. Avrebbe voluto trasferirsi là, studiare psicologia e non tornare mai più qui.
Da febbraio pensava alle mosse giuste da fare con il padre per farsi mandare. Il padre, che era un padre padrone: se ti parlava era per dirti imbecille altrimenti eran botte.
Era da febbraio che pensava al suo futuro e a come guidare la realizzazione dei suoi sogni, in quel lontano inverno dell'85, ma poi, durante la maturità, fece il test e scoprì una gravidanza indesiderata. Una volta per rimanerci, dice.
E quel fidanzato l'aveva già lasciato 3 volte, ma il padre l'aveva indotta a riprenderselo, perchè erano altri tempi e se molli il fidanzato ti fai una cattiva nomea e di ragazzi per bene non ne trovi più.
Che a lei di trovare il fidanzato non importava nemmeno, lei voleva solo studiare psicologia al nord, ma suo padre la vedeva così ed era un padre padrone e lei il fidanzato se l'era ripreso 3 volte.
Si sposarono poi e lei, che ha sempre provato schifo per la matematica si ritrovò a fare il lavoro di amministrativa.
E la seconda figlia, la seconda figlia non è che l'ha propriamente desiderata. Era perchè il suo matrimonio non ha mai funzionato e lei per tutti quei valori del papa bastardo ha sempre cercato di tenerlo in piedi.

Arriva un messaggio. La tipa del mobile le ha risposto che vedrà come fare, ma per favore di non mandarle più messaggi di notte.

E te come ti trovi - mi chiede la collega.
Io bene, anche al serale mi trovo bene. Con i vari problemi del caso, ma, insomma, tutto ok. Fondamentalmente mi trovo bene ovunque, dico.

C. dice ammiccando verso di me: "Lei è tranquilla, vedi." e accenna un sorriso.

1 commento:

  1. Straordinario. Lavorandoci ancora per limare qualche minima asperità diventerebbe una pagina da romanzo.

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