Ieri sono stata dalla mia omeopata, donna incantevole e preparata che Dio e tutti i santi spero abbiano in gloria.
Il mito di donna fa alla sottoscritta un milione di domande che spaziano in lungo e in largo nella sua vita e nei suoi sentimenti, che indagano sulle sue emozioni e sui suoi malasseri, che si informano su che colore sia quello col quale la sottoscritta rappresenta questa o quella situazione.
Il mito di donna ascolta della madre della sottoscritta, donna chicory per dirla in una parola, e dei mostri e della vita della sottoscritta con e senza loro e del suo amare, come donna, la solitudine.
La mia omeopata, donna incantevole e preparata, scava e ascolta e annota e in un momento di profonda catarsi emozionale rivolge alla sottoscritta la domanda topica: " Ma come mai, lei, signora M**, che ama la solitudine, che si scarica e si ricarica in solitudine, che desidera sovente, pur non disdegnando affatto la compagnia degli altri, desidera, dicevo, stare sola, che sta bene sola e vorrebbe stare sola, come mai, signora M***, ha deciso di sposarsi, di fare prima un figlio poi due, di prendere prima un cane, poi due, di conservare, allevare, accudire, prima un pappagallo poi due?"
sabato 11 ottobre 2008
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
L'istituto della recidiva è regolato dagli artt. 99 e ss. del codice penale. Nel tuo caso, trattandosi di recidiva aggravata dal fatto che le mancanze commesse sono della stessa indole, le pene sono aumentate sino alla metà.
RispondiEliminaNon hai che da sperare in una legge ad personam.
e allara ...... si posta o non si posta ?
RispondiElimina