In macchina sento di essere sola.
In macchina il mondo che corre fuori è trasparente come i finestrini da cui potrei osservarlo, se volessi.
A volte ho pianto, in macchina.
A volte ho ripassato per un esame.
A volte ho picchiato i pugni contro il volante per sfogare la rabbia.
In macchina ci sono state occasioni in cui ho pensato ai massimi sistemi e attraverso ragionamenti contorti mi è sembrato di dar loro un senso. Senso che è svanito come l'odore di carburante, una volta scesa.
In macchina a volte ho fatto l'amore.
Ho urlato disperata, una volta, in macchina, spingendo l'acceleratore a manetta mentre mi trasferivo a guardare in faccia la morte, quella disperata, quella che sembra l'unica via d'uscita.
In macchina una sera di tanti anni un ragazzino mi ha chiesto cosa ne pensavo di una storia fra una ragazza di 22 anni e uno di 18.
In macchina una sera il ragazzino stringendomi la mano mi ha dato un bacio e mi ha promesso che sarebbe stato per sempre.
In macchina lo stereo deve essere al massimo volume, perchè in macchina si può cantare a squarciagola e stonare e lacrimare e emozionarsi.
In macchina un giorno ho sentito un calcetto dentro la pancia.
Un giorno io e il ragazzino abbiamo parlato, abbiamo pianto, ci siamo abbracciati e ci siamo detti addio, in macchina.
Una volta in macchina ho preso il telefono e ho chiamato una persona che non sentivo da anni, ma che avevo nel cuore, e ho sentito una mano accarezzarlo, il cuore, e riscaldarlo un po'.
A volte in macchina ho riso, da sola, ricordando qualcosa di buffo.
In macchina il filo dei pensieri si avvolge e mi travolge o mi porta lontano.
In macchina il mondo che corre fuori è trasparente come i finestrini da cui potrei osservarlo, se volessi.
martedì 2 dicembre 2008
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Aahh!
RispondiElimina[E meno male che non avevi nulla da dire !]
RispondiEliminadammi un'altra traccia, va'..
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