"[...]E pensavo dondolato dal vagone "cara amica il tempo prende il tempo dà...
noi corriamo sempre in una direzione, ma qual sia e che senso abbia chi lo sa...
restano i sogni senza tempo, le impressioni di un momento,
le luci nel buio di case intraviste da un treno:
siamo qualcosa che non resta, frasi vuote nella testa e il cuore di simboli pieno..."
sabato 7 febbraio 2009
Eva sta merendando sul divano, intanto guarda Dora. Un panino con la nutella che è più grande di lei. Idem Alice.
Ieri il dentista [che ha reso oggi la mia mascella gonfia come quella di un criceto] ha denigrato quei genitori che danno ai loro figli la nutella o gli ovini kinder. Gente pazza, senza cervello. La nutella e la cioccolata sono micidiali. Eh, quel kinder, l'ha pensata dritta.
E certo Roberto, ci vuol del coraggio a far questo ad un bambino. (...)
Ma di solito sono le nonne, ha detto lui.
Ovvio, le nonne, ho detto io. (...)
Poi andremo al paese dei balocchi a scegliere i vestiti per il carnevale.
Alice ne vuol due. (Perchè non tre??)
Quello delle winx per le feste indoor e uno da pagliaccio per le feste in piazza (!).
Eva vuole il vestito di Biancaneve, con le cappe pe' bene (con le scarpe adeguate).
Io vorrei vestirmi da strega. Giusto per non stravolgere il mio look più di tanto.
Ieri il dentista [che ha reso oggi la mia mascella gonfia come quella di un criceto] ha denigrato quei genitori che danno ai loro figli la nutella o gli ovini kinder. Gente pazza, senza cervello. La nutella e la cioccolata sono micidiali. Eh, quel kinder, l'ha pensata dritta.
E certo Roberto, ci vuol del coraggio a far questo ad un bambino. (...)
Ma di solito sono le nonne, ha detto lui.
Ovvio, le nonne, ho detto io. (...)
Poi andremo al paese dei balocchi a scegliere i vestiti per il carnevale.
Alice ne vuol due. (Perchè non tre??)
Quello delle winx per le feste indoor e uno da pagliaccio per le feste in piazza (!).
Eva vuole il vestito di Biancaneve, con le cappe pe' bene (con le scarpe adeguate).
Io vorrei vestirmi da strega. Giusto per non stravolgere il mio look più di tanto.
J.M.due
"[...]Ma per parlare di loro devo anche parlare di me, e del mio soggiorno nella città di Oxford. Anche se colui che parla non è lo stesso che era là. Lo sembra, ma non è lo stesso. Se chiamo me stesso io, o se uso un nome che mi accompagna da quando sono nato o con il quale alcuni mi ricorderanno, o se racconto cose che coincidono con cose che altri potrebbero attribuirmi, o se chiamo la mia casa la casa che prima e dopo altri hanno occupato ma che io ho abitato per due anni, è soltanto perché preferisco parlare in prima persona, e non perché io creda che sia sufficiente la facoltà della memoria perché qualcuno continui a essere lo stesso in tempi diversi e in spazi diversi. Colui che qui racconta quel che vide e quel che gli capitò non è colui che lo vide né colui al quale capitò, e neppure è un suo prolungamento, una sua ombra, un suo erede, un suo usurpatore."
Javier Marias - Tutte le anime.
Javier Marias - Tutte le anime.
venerdì 6 febbraio 2009
J.M.uno
..."poichè niente succede senza interruzione, niente persiste nè persevera nè si ricorda in eterno, ciò che avviene è identico a ciò che non avviene, ciò che scartiamo o ignoriamo identico a ciò che accettiamo o afferriamo, impieghiamo tutta la nostra intelligenza e i nostri sensi e le nostre ansie al fine di discernere ciò che sarà uniformato, o che lo è già, e per questo siamo pieni di rimpianti e di occasioni perdute, di conferme e riaffermazioni e di occasioni sfruttate, quando l'unica certezza è che nulla si afferma e tutto si perde. O forse non c'è mai stato niente."
Javier Marias - Un cuore così bianco
Javier Marias - Un cuore così bianco
giovedì 5 febbraio 2009
ricottina
Cosa farei se vincessi all'enalotto?
Allora, se vincessi una cifra di quelle esagerate e imbarazzanti non so, mi vien da dire che non farei proprio più nulla.
Se invece vincessi una cifra ragguardevole, però più modesta, di quelle che ti permettono di fare quello che ti pare (cioè di scegliere quel che fare per andare avanti), mi piacerebbe aprire un bed & breakfast, e un cinema di quelli d'essai. Ecco. E anche una libreria.
E al diavolo la matematica e la scuola. Credo. Che insegnare sarebbe bello, se non fosse che lo devi fare nella scuola italiana.
Allora, se vincessi una cifra di quelle esagerate e imbarazzanti non so, mi vien da dire che non farei proprio più nulla.
Se invece vincessi una cifra ragguardevole, però più modesta, di quelle che ti permettono di fare quello che ti pare (cioè di scegliere quel che fare per andare avanti), mi piacerebbe aprire un bed & breakfast, e un cinema di quelli d'essai. Ecco. E anche una libreria.
E al diavolo la matematica e la scuola. Credo. Che insegnare sarebbe bello, se non fosse che lo devi fare nella scuola italiana.
mercoledì 4 febbraio 2009
Scrivo poco.
Latito, se vogliamo usare una locuzione più gettonata e fare i moderni.
Vorrei, vorrei (illuminarmi l'anima) ma ho anche delle ragioni che mi impediscono.
La prima, per esempio, è che c'è della malattia in giro per casa. E malattia in giro per casa non significa solo una pupetta con l'influenza da accudire, ma caos, casino, disordine.
Viavai di suocere e madri. E madri e suocere, e Sante donne, come si farebbe se non ci fossero? Non si farebbe, c'è poco da essere irriconoscenti. Sante donne.
Peccato che arrivare a casa mia e sottolineo mia e sentire mia madre che canticchia e canticchia e canticchia mentre sfaccenda [canta sempre quella santa donna, e da sempre canta quella santa donna. Una volta, più di una volta, i nostri vicini di casa le implorarono il silenzio. Gente detestabile, i nostri vicini di casa, che non tollerava mia madre che cantava, il cane che abbaiava, la radio che suonava, il nostro conversare vivace (il nostro conversare vivace?), i bambini che giocavano a palla per la strada, l'acqua di annaffiatura che usciva dal nostro giardino e inumidiva quindici centrimetri quadrati del loro piazzale, le foglie che cadevano, le macchine fuori posto, e viaeviaevia. Gente detestabile, i nostri vicini di casa, che andava punita, pur se mia madre cantava tutto il giorno canzoni da suicidio con intonazione da coro domenicale. E allora, gente detestabile, vi siete mai chiesti da dove e perchè arrivavano nel vostro ordinato giardino quintali e quintali di cingomme ciancicate? Forse dovreste chiedervelo, gente detestabile.] mi procuri l'attorcigliamento delle interiora e mi risbatta sulle spalle migliaia e migliaia di situazioni adolescenziali non ancora superate, evidentemente.
La seconda è che c'è della malattia in giro per casa e che ciò implica che la giornata la passi rintanata in casa con una sola delle figlie (quella malata) perchè l'altra, con la scusa della malattia, viene rapita dalla mamma-suocera che non è di corvé e riportata solo a sera.
E e la figlia con cui stai, la malata, è noiosetta e lamentosa, perchè è malata, ovviamente, e quindi la tieni in braccio e la consoli per quel che puoi e le dici che passa, di stare tranquilla, e accidenti a quel mal di pancia e a quella febbraccia puzzona, che se le prendo... e, di conseguenza, oltre ad avere poco da raccontare, perchè sei rintanata in casa con la figlia malata e noiosetta perchè malata, non potresti raccontare niente nemmeno volendo, perchè le mani le hai occupate dal tenerla in braccio e consolarla.
La terza è che quando esci dalla casa-ricovero vai a scuola e sei chiamata ad affrontare la settimana più frenetica dell'anno, quella degli scrutini, e devi correggere compiti su compiti (e ti pagano per questo quindi guai a te se ti lamenti, ma io non mi lamento ci mancherebbe, solo che la sera guardo volentieri anche un po' di televisione) e interrogare e fare medie e mettere voti e decidere dei recuperi e innervosirti "Allora!! ma qui nessuno fa nulla, ma che storia è questa? Quando pensate di studiarla la matematica? Attenti a voi che lo farete quest'estate! Ma, ragazzi, riflettete! L'estate si va al mare, non si studia la matematica! Pensateci un po' e iniziate a fare qualcosa, suvvia!" (mentre voi due, luridi minus habens, riottosi e indisponenti, quant'è vero Iddio quest'estate la passerete a fare matematica.)
La quarta è che al dipartimento di Matematica dell'università è iniziata la Settimana Matematica dedicata ai ragazzi svegli del quarto e quinto anno di liceo, nella quale la sottoscritta presta servizio come tutrice (boccata di ossigeno per i polmoni e shock indotto per riprendersi dal quale occorrono giorni e giorni). Tutti questi ragazzi svegli e arguti, vigili e attenti, concentrati insieme, che rispondono alle domande poste loro in un nano-secondo, che fanno osservazioni interessanti, che sono aperti al dialogo, al congetturare e al disquisire. Aaahhhh...... [sospiro]
La quinta è che abbiamo un computer nuovo, finalmente.
Un pc. Sì. Un pc.
Qualcuno di voi dirà "Come un pc? Il mac è decisamente migliore!".
Lo so. Ma la mia macchina è semidefunta e stiamo sperando nel miracolo, per cui aperta la pagina di Mediaworld, intenzionata a comprare il mac, ho virato sul link pc, che intanto è meglio.
E pur se di seconda scelta, esso, il nuovo pc, scalda gli animi, serra le mascelle di chi lotta per il suo possesso, "il codillo!" "No! Bella Sara e il cavallo Carino Birba (carino birba??! carino birba.)" "Pinocchio seduto!" "No! Il giochino dell'ape!"
E viaeviaevia.
Dimodochè io rimango comunque sul povero vecchio pc, enne-sima scelta che fu.
Ci sono però due cose.
Hanno fatto 6 al superenalotto qui al Forte.
Cazzo che culo (ora ditemi voi se esiste una locuzione più azzeccata, per quanto rozza).
L'hanno fatto in 18 e la vincita è divisa (cazzo che culo lo stesso, e scusatemi di nuovo per il francesismo) e i vincitori, bontà loro, non si sono nemmen nascosti e ha fatto festa tutto il paese. Uno è Arnaldo, [uno dei vincitori che chiameremo, con un nome di fantasia, Arnaldo- ha scritto il Tirreno (nome di fantasia?? ma come nome di fantasia? nome di fantasia.)], per dirne uno, figura storica del forte.
Ovviamente io a fare festa non c'ero, che ero rintanata in casa con la pupetta malata.
Ho ripreso in mano e letto il classico Chiedi alla polvere. Un mito. Scritto quasi un secolo fa e di una modernità sconvolgente.
Latito, se vogliamo usare una locuzione più gettonata e fare i moderni.
Vorrei, vorrei (illuminarmi l'anima) ma ho anche delle ragioni che mi impediscono.
La prima, per esempio, è che c'è della malattia in giro per casa. E malattia in giro per casa non significa solo una pupetta con l'influenza da accudire, ma caos, casino, disordine.
Viavai di suocere e madri. E madri e suocere, e Sante donne, come si farebbe se non ci fossero? Non si farebbe, c'è poco da essere irriconoscenti. Sante donne.
Peccato che arrivare a casa mia e sottolineo mia e sentire mia madre che canticchia e canticchia e canticchia mentre sfaccenda [canta sempre quella santa donna, e da sempre canta quella santa donna. Una volta, più di una volta, i nostri vicini di casa le implorarono il silenzio. Gente detestabile, i nostri vicini di casa, che non tollerava mia madre che cantava, il cane che abbaiava, la radio che suonava, il nostro conversare vivace (il nostro conversare vivace?), i bambini che giocavano a palla per la strada, l'acqua di annaffiatura che usciva dal nostro giardino e inumidiva quindici centrimetri quadrati del loro piazzale, le foglie che cadevano, le macchine fuori posto, e viaeviaevia. Gente detestabile, i nostri vicini di casa, che andava punita, pur se mia madre cantava tutto il giorno canzoni da suicidio con intonazione da coro domenicale. E allora, gente detestabile, vi siete mai chiesti da dove e perchè arrivavano nel vostro ordinato giardino quintali e quintali di cingomme ciancicate? Forse dovreste chiedervelo, gente detestabile.] mi procuri l'attorcigliamento delle interiora e mi risbatta sulle spalle migliaia e migliaia di situazioni adolescenziali non ancora superate, evidentemente.
La seconda è che c'è della malattia in giro per casa e che ciò implica che la giornata la passi rintanata in casa con una sola delle figlie (quella malata) perchè l'altra, con la scusa della malattia, viene rapita dalla mamma-suocera che non è di corvé e riportata solo a sera.
E e la figlia con cui stai, la malata, è noiosetta e lamentosa, perchè è malata, ovviamente, e quindi la tieni in braccio e la consoli per quel che puoi e le dici che passa, di stare tranquilla, e accidenti a quel mal di pancia e a quella febbraccia puzzona, che se le prendo... e, di conseguenza, oltre ad avere poco da raccontare, perchè sei rintanata in casa con la figlia malata e noiosetta perchè malata, non potresti raccontare niente nemmeno volendo, perchè le mani le hai occupate dal tenerla in braccio e consolarla.
La terza è che quando esci dalla casa-ricovero vai a scuola e sei chiamata ad affrontare la settimana più frenetica dell'anno, quella degli scrutini, e devi correggere compiti su compiti (e ti pagano per questo quindi guai a te se ti lamenti, ma io non mi lamento ci mancherebbe, solo che la sera guardo volentieri anche un po' di televisione) e interrogare e fare medie e mettere voti e decidere dei recuperi e innervosirti "Allora!! ma qui nessuno fa nulla, ma che storia è questa? Quando pensate di studiarla la matematica? Attenti a voi che lo farete quest'estate! Ma, ragazzi, riflettete! L'estate si va al mare, non si studia la matematica! Pensateci un po' e iniziate a fare qualcosa, suvvia!" (mentre voi due, luridi minus habens, riottosi e indisponenti, quant'è vero Iddio quest'estate la passerete a fare matematica.)
La quarta è che al dipartimento di Matematica dell'università è iniziata la Settimana Matematica dedicata ai ragazzi svegli del quarto e quinto anno di liceo, nella quale la sottoscritta presta servizio come tutrice (boccata di ossigeno per i polmoni e shock indotto per riprendersi dal quale occorrono giorni e giorni). Tutti questi ragazzi svegli e arguti, vigili e attenti, concentrati insieme, che rispondono alle domande poste loro in un nano-secondo, che fanno osservazioni interessanti, che sono aperti al dialogo, al congetturare e al disquisire. Aaahhhh...... [sospiro]
La quinta è che abbiamo un computer nuovo, finalmente.
Un pc. Sì. Un pc.
Qualcuno di voi dirà "Come un pc? Il mac è decisamente migliore!".
Lo so. Ma la mia macchina è semidefunta e stiamo sperando nel miracolo, per cui aperta la pagina di Mediaworld, intenzionata a comprare il mac, ho virato sul link pc, che intanto è meglio.
E pur se di seconda scelta, esso, il nuovo pc, scalda gli animi, serra le mascelle di chi lotta per il suo possesso, "il codillo!" "No! Bella Sara e il cavallo Carino Birba (carino birba??! carino birba.)" "Pinocchio seduto!" "No! Il giochino dell'ape!"
E viaeviaevia.
Dimodochè io rimango comunque sul povero vecchio pc, enne-sima scelta che fu.
Ci sono però due cose.
Hanno fatto 6 al superenalotto qui al Forte.
Cazzo che culo (ora ditemi voi se esiste una locuzione più azzeccata, per quanto rozza).
L'hanno fatto in 18 e la vincita è divisa (cazzo che culo lo stesso, e scusatemi di nuovo per il francesismo) e i vincitori, bontà loro, non si sono nemmen nascosti e ha fatto festa tutto il paese. Uno è Arnaldo, [uno dei vincitori che chiameremo, con un nome di fantasia, Arnaldo- ha scritto il Tirreno (nome di fantasia?? ma come nome di fantasia? nome di fantasia.)], per dirne uno, figura storica del forte.
Ovviamente io a fare festa non c'ero, che ero rintanata in casa con la pupetta malata.
Ho ripreso in mano e letto il classico Chiedi alla polvere. Un mito. Scritto quasi un secolo fa e di una modernità sconvolgente.
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