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Corinnaria
Sono solo un Blog: demodé per definizione, inutile per costruzione.

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Le vent se lève! . . . il faut tenter de vivre!








martedì 25 agosto 2009

Bene.
Ho un nuovo look= ho un nuovo taglio di capelli. Come tutti i 25 agosto.
Sono partita, sono arrivata dal parrucchiere con delle foto piegate nel mio libro, sono stata sforbiciata e sono uscita dal medesimo parrucchiere con una testa vagamente simile alle foto.
Ci siamo però. Un po' corti, un po' sfoltiti, un po' diversi.
Ma c'è un problema.
Cioè, e ora? Che faccio?
Sono giorni che non penso ad altro che al taglio di capelli, adesso che la faccenda è sistemata mi serve un'altra paturnia.
Cerco idee.
Potrei segarmi una gamba, o un braccio. O tutti e due.
Ho bisogno di novità, diciamo.
Intanto, appena Alice mi ha visto si è messa a piangere, che così le faccio schifo e rivuole la mamma di prima.
E questo è già un fatto.
Poi non so. Cerco idee, costruttive o anche distruttive.
Che è uguale, alla fine.

lunedì 24 agosto 2009

[Rosso, bianco, verde, blu,
io dipingo a tempera.
Nero, giallo, blu, maron,
ma che quadri comici.
Faccio rosa quel che è blu,
bianco quello che è bordeaux.
Il cielo è verde se mi va,
la luna la farò lillà
e tutto il resto, perchè no?,
ha il colore che gli do.
Ho voglia di dipingere il mondo come non è.
Rosso, bianco, verde, blu,
arancioni gli alberi,
nero, giallo, blu, maron,
cambio tutto, perchè no?
Faccio rosa quel che è blu
bianco quello che è bordeaux.
Ho voglia di dipingere il mondo come non è.
Rosso, bianco, verde, blu,
nero, giallo, blu, maron,
viola, indaco, bordeaux
cambio tutto, perchè no?]

lunedì 17 agosto 2009

E' lei. E' così.
Io per sciogliermi ci metto una vita, lei appena ti conosce ti travolge di odori, di colori, di parole. E' logorroica, se le piaci.
Ti ispira simpatia, quando la incontri, assurda com'è, un po' hippy, un po' circense, un po' zingaresca. E a tanti eppure non piace proprio per quel suo modo naturale di essere sopra le righe, di avere mille passioni, mille interessi. Di essere lei.
Perchè è lei, perchè è così.
Ama la vita, la adora, ma non sa gestirla. La assale, la morde, la divora. Ma poi le viene il mal di pancia. E ci piange, e ci ride e non lo sa nemmeno lei.
Piomba a casa tua a tutte le ore perchè deve dirti una cosa urgentissima, che magari è una poesia o magari una frase, o un film, e dietro, con sè, le sue creature, che come lei han qualcosa di magico, qualcosa che incanta. Una musica, forse.
O forse lo sguardo, forse i colori, forse l'odore di vaniglia.
La leggera profondità dell'essere.
E si aggrappa a te, come se tu fossi forte abbastanza per tutte e due, e senza di te non saprebbe come fare - dice.
E anche tu, senza di lei, non sapresti come fare.
Che poi tu lo sapresti che cos'è che manca nella tua vita.
E' lei. E' così.

mercoledì 12 agosto 2009

Stanotte mi sono sciroppata due [DUE] film con la Mezzogiorno.
Ci sarà un motivo se uno per anni ha rifiutato, educatamente ma con fermezza, qualsiasi suggerimento-proposta-consiglio di visione, soltitaria o congiunta, di certe pellicole.
Se tu, poi, un giorno, ti scordi questo motivo e rinneghi il sesto senso che rifugge queste pellicole spacciate per bellissime, sono cavoli tuoi, che poi non si venga a dire che.

Per i curiosi:

* primo film = Ci sarà pure una questione a cui siete sensibili. Rimanete seduti lì, un attimo di pazienza e ve la trovo.

Immagino sarete sensibili al tema di una coppia infelice (che prima era felice), al tema della coppia come funerale di proprie ambizioni, dei sogni che si avevano prima di un dunque, prima del velo, prima dei figli, prima di.
Bene. Ecco la coppia. Lui, lei. Lui è un bonaccione che non tiene un lavoro, lei tira avanti la carretta con un lavoro che non la gratifica [commerciante? no, commessa? no, donna delle pulizie? no. Contabile in una polleria industriale, manco una piccola polleria domestica, no, un gigantesco cimitero di polli spennati e appesi al soffitto (che nemmeno il più carnivoro dei carnivori può essere insensibile a tanta tristezza). Sarete sensibili alla frustrazione che scaturisce dal lavorare in un luogo sì ripugnante e fetido].
Lei aveva dei sogni, ma li ha messi da parte, o si sono fatti da parte loro, affogati nella routine mortifera del matrimonio ammazza-sogni. Immagino sarete sensibili alla causa.
Per questo - per questo? - lei è acida come un limone marcio. Un giorno, mentre stanno litigando senza motivo, il bonaccione e la poverina-acida beccano per la strada un vecchio che ha perso la memoria.
Sarete sensibili, immagino, alla malinconia che accompagna gli ultimi anni della vita di un individuo, alla solitudine della senilità, al pensiero della vita che scivola via. Ai vuoti di memoria.
Sarete sensibili.
Comunque, trovano questo vecchio e lei, acida, lo lascerebbe lì: "la memoria gli tornerà, insomma".
Il bonaccione, invece, se lo porta a casa. E litigano.
Alla lunga il bonaccione, però, rimane superficialmente coinvolto, mentre lei si affeziona al vecchio. Perchè lei - ta daaan- non è acida. O non lo era.
Ama anche fare i dolci, è la sua passione segreta. E, diciamocelo, come fa ad essere acida una donna che ama sfornare dolci, dolcetti, biscotti? No, non è possibile infatti.
E lui? Il vecchio senza memoria? Lui è il re dei re dei pasticcieri. Tu pensa la combinazione.
Nel frattempo lei, infelicemente coniugata, sono mesi che spia nella finestra del palazzo di fronte al suo. Ha notato uno, che, combinazione, sono mesi che la spia. Entrambi si appassionano al vecchio e alla sua storia.
Il vecchio.
Se non vi siete sensibilizzati finora vi sensibilizzerete adesso (certo siete un po' algidi): il vecchio è un ex deportato che vive nell'angoscia di incubi che periodicamente tornano a visitarlo.
E se perfino l'olocausto vi lascia indifferenti, non so. Cosa manca ancora?
Ah l'omosessualità. ecco.
Il vecchio è omosessuale, tranquilli.
Sulla eco della storia di questo vecchio e della sua storia d'amore con un ragazzo non scampato ai raid nazisti, la ex-acida e il vicino di casa si lasciano ardere da platonica passione.
Lui è un belloccio e molti saranno sensibili alla causa.
Sul più bello, però? Niente. Lei non ce la fa. Rinuncia all amore della sua vita per rimanere con la famiglia, decidendo però di licenziarsi e di fare la pasticciera a vita.
Ditemi se non è toccante. Ditemi se non è possibile rimanere toccati in uno a caso di questi 1500 elementi sensibili.

* Decido di dare un'altra possibilità alla Mezzogiorno. Secondo film = Non è tutto oro quel che riluce.

I titoli scorrono sulle immagini di una inverosimile felicità familiare. Lui lei e i due figli che si rotolano e saltellano sulla riva del mare. E si baciano. E si rotolano.
E ridono e ridono e ridono.
[Io, che non capisco niente, penso "ma che ci sarà da ridere?". Mah.
Dopo un quarto d'ora di questa scenetta ho già le sacche piene e la voglia di cambiare film, ma procedo imperterrita.]
Si dispiega il bel quadretto familiare.
Dormono tutti e quattro [sorridenti] nel lettone, poi lei, un po' svampita, porta a scuola i bambini, e si addormenta sull'autobus e ha dimenticato di mettere le scarpe al figlio.
Ma che sarà mai? Lei ha questa vocina dolce dolce, melliflua, melliflua e fa tutti questi versetti "ohhhh....uhhhh...." e accompagna tutto quel che dice con smorfie caricaturali e allunga le vocali che, puff, sembra di veder apparire la nuvoletta mentre parla "e metti una scarpa ad uno ed una all'altro" - dice alla maestra.
Tu pensa. E tu che avresti imprecato contro tutti i santi del paradiso.
Questo film fa riflettere.
E lui? Lui nel frattempo dorme ancora, nel lettone, accanto ai giocattoli.
E poi si sveglia e che fa? Mica quello che fate voi, che li prendete, quei giocattoli e li scagliate contro il muro, isterici, no no, lui li abbraccia e li annusa e sulla faccia un'espressione dolce, così dolce, ma dolce eh? che insomma a me mi fa venire il vomito. Ma sono io, lo so.
Comunque. Lui fa l'istruttore di acqua gym e per passione l'attore. Cioè lo faceva, ora ha smesso, pare.
Tutto è idilliaco, tutto è rosa, tutto è dolce [pure troppo] in questa bella famiglia. E non solo.
La sera fanno cene con gli amici, fumano, cantano, suonano il Djembè anche in compagnia di un sacerdote loro amico, e nel frattempo i bambini? Urlano come indemoniati per casa? Distruggono tutto? Fanno scene per andare a dormire? No, certo che no. Sono nel loro lettino, buoni buoni. Solo ad un certo momento poverini si svegliano [avranno mica sentito qualche rumore?], ma va un amico della coppia, fa un po' il pagliaccio e, che ridere santo cielo, loro si riaddormentano.
Nel frattempo, mentre lui e lei si lanciano sguardi ardenti di passione [di quella passione che nella vita reale dura 5 minuti e a loro, Dio bono che coppia perfetta e invidiabile, continua imperitura negli anni], il discorso casca sul teatro. E lei con la sua vocina mielosa e i suoi occhietti languidi, dice che il teatro - puff puff nuvoletta - era sempre un'atteeeesa che è meeeeglio che lui abbia smeeeessoooo.... veeeerooo? [occhiata languida] - puff puff nuvoletta.
E poi si amano, e quanto si amano. E si ri-amano e si amano.
Ora, tutto questo serve a farci capire che la più sordida disgrazia si abbatterà su questa famiglia.
Eh sì.
E infatti, mentre lui di nascosto [bugiardino il ragazzo] fa un provino per il teatro, una collega attrice lo abborda dicendogli quanto è bravo, mamma mia quanto è bravo, e se ne vanno insieme. Per provare insieme qualcosa, un copione o cosa.
Lei nel frattempo è nel supermercato con i figli, che, simpatici briccherelloni, pisciano sui cesti dell'insalata. ".....eeeeee non si faaaaannnnnno queeeeeeeste cooooose. E adeeeesso? Che mangiaaamo a ceeeeena?" Ma che simpatici.
Escono dal supermercato. E' giorno e bel tempo.
Li sorpassa il marito in macchina con l'attrice.
E' un attimo che è buio e piove forte.
Un reggiseno, quello che l'attrice ha lanciato dal finestrino, cade sul parabrezza.
Trump, stronk, strunp la macchina si ferma. Pure. Mannaaaaggia, non ci voleeeeva.
Lei scende per chiedere aiuto alla macchina ferma davanti a loro. Non riconosce la panda del marito, bussa al finestrino e apre lui, con lei accanto con le tette un po' all'aria.
E' un attimo che il castello va giù.
Lei fugge da un'amica con i bimbi (e lasciamo perdere la storia collaterale dell'amica).
Lui traccheggia in un bar bevendo birra. Poi va a casa, non trova nessuno, va dall'amica.
Lei è lì, sotto la pioggia.
Un paio di battute e lui si trasforma, la colpisce, le dice che la ucciderà (si è tanto spaventato dal non aver trovato nessuno in casa). Mr Hide.
Si amavano tanto, ma così tanto, non potrebbero provare a parlare un attimo?
Lui poi non ha fatto nulla con quell'attricetta, noi lo sappiamo che era solo lei che voleva. Provare a dirglielo?, no eh?
Una tragedia. E porta via le tue cose, e non voglio più vederti e mi fai schifo e sei un fallito.
Ma c'è un colpo di scena. Eh sì.
Lei è incinta. Cool.
E non di uno, ma di due gemelli. Super cool.
Ma di lui non ne vuole sapere.
Lei va per abortire. Ma non ce la fa.
Lui la raggiunge e tu pensi: Vuole impedire che lo faccia. Vuole esserle vicino.
No. La vuole offendere. Schifa l'ignominia. Non sa che lei non l'ha fatto.
Si va avanti. Qualche litigio. A lei cresce il pancione. E' tornata il miele che era, ma di lui non ne vuole sapere.
Finisce che lui recita un monologo in un teatro allestito in spiaggia, circondato dai falò e da fiaccole. Un monologo sulla nascita dei loro figli. Toccante abbestia.
Uno dei due figli poi lo raggiunge sul palco.
Lei, al termine della gravidanza, siede in ultima fila e inizia a ridere di gusto, come ai vecchi tempi, come all'inizio del film.

*Sono acida.
**La Mezzogiorno non mi piace.
***E nemmeno Giannini A., figlio di Giannini G.. E nemmeno la Giampalmo e nemmeno Raul Bova e nemmeno.






giovedì 6 agosto 2009

Insomma, siamo tornati a casa.
Che caldo.
Ripreso solito tran tran, solite attività, solite malattie.
In queste sere è successo poi che ho avuto modo di parlare con una certa persona, che finora conoscevo solo di vista, di nome.
Una di quelle persone che mentre ti parla tu pensi - cavolo com'è interessante questa persona qui. Esistono persone così affascinanti, allora. - E, contestualmente, pensi anche - mamma mia a che livello infimo sono.-
Comunque.
La prima sera così, en passant, parla male degli ingegneri [e mi trova d'accordo].
La seconda sera così, en passant, parla male degli insegnanti [e mi trova d'accordo].
La terza mattina la mia personale autostima così, en passant, schizza alle stelle.
Ovviamente.
Ma siamo, fino ad adesso, d'accordo su tutto.
E' un punto.

domenica 2 agosto 2009

backhome

Eccoci.
Dopo 1500 km percorsi, 678 foto scattate e una ventina di cipolle mandate giù [che qui la cipolla è ovunque, anche nella maionese e nelle patatine, e senza possibilità di scelta],
dopo 7 notti, 3 bed and breakfast, 2 alberghi e un errore di prenotazione,
dopo litri, decalitri, ettolitri di pioggia,
con posti, luoghi, visi nel cuore e una quindicina di sassi dell'oceano nella valigia,
oggi si inizia il conto alla rovescia.
Oggi si torna a casa.
Muovendo da Kilkenny, ultima tappa del nostro itinerante viaggio, oggi riapprocceremo Dublino, consegneremo la macchina e, alle 5.00 p.m. ora locale, ci imbarcheremo.
Alle 21.30 Eva riabbraccerà appassionata Ciccio, Alice riabbraccerà euforica Tobi, io riabbraccerò l'uno e l'altro, ma senza grandi scompensi.
Potevo attendere ancora, ecco.