Lei ha 8 anni, i capelli lunghi, gli occhi lucidi e vivi, l'incertezza nel parlare.
Lui ha 12 anni, è corpulento e goffo, ha i capelli cinesoidi, la peluria sopra il labbro, la pelle brufolosetta e il frasario semplice e pieno di parolacce.
E' il suo nuovo dirimpettaio. Trascorrono pomeriggi insieme, a far su e giù nella stradina privata con la bicicletta.
Quando lui dice cose, cose così, con la sua voce dal timbro in fieri, lei ride, ride, ride. E si illumina. E ride. Un gesto, una parola e ridere. Ridere.
Lui si spreca, poi un po' se la tira.
"vie-eni alla mia festa?"
"no."
"perchè?..."
"perchè non c'ho voglia."
Lei passa a piedi, nella stradina, con i suoi genitori, e lui è nel suo giardino
"ciao!"-lei- "ciao..." -lui, un po' svogliato-
poi ci ripensa, la chiama " Ali.." Lei torna indietro "sì?"
"Ti volevo dire... oh, la prossima settimana io non ci sono, eh!"
"ah... allora.... ciao. ciao. ciao."
Quando la quantità rafforza l'intensità,
E i sentimenti. Quando non sono definiti, ricondotti, taggati.
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la quantità come rafforzativo. mi piacerebbe provarlo. *
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