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Corinnaria
Sono solo un Blog: demodé per definizione, inutile per costruzione.

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Le vent se lève! . . . il faut tenter de vivre!








sabato 4 giugno 2011

Avevo non so quanti anni e pensavo che il mare, con il suo sapore di immensità, con il suo eterno avanzare e retrocedere, col suo rinnovarsi immutevole, con la vita segreta dei suoi abissi, fosse la cosa più bella che c'era. Avevo non so quanti anni quando cambiai rotta e pensai in termini fluviali. Dell'eterno divenire, dello scorrere per arrivare a, dell'acqua che palesemente non è mai la stessa e che sempre e comunque corre verso il mare, del letto vuoto e delle sue pozze. Semplicemente a fianco di un mondo meraviglioso, uno ugualmente meraviglioso.
Accanto. O dietro. A girare lo sguardo.
Chi glielo dice all'acqua che deve correre verso il mare?

venerdì 3 giugno 2011

Sono cresciuta nel cipiglio di mia madre. Di quando ero piccola, e anche di quando ero più grande, ricordo il soggiogamento alle espressioni facciali di mia madre.
Di lei ricordo che era capace di scoppiare in risate fragorose, anche eccessive a volte, ma fuori casa. In casa era sempre accigliata, o contrariata o qualcosa che non ci era concesso di sapere, a me e mia sorella. E anche a mio padre, poveraccio. Perchè mia madre non era il tipo che in maniera diretta poteva dire: "Mi girano le scatole per questo motivo." o "Mi avete fatto arrabbiare per quest'altra ragione."
No.
Noi potevamo solo osservare il suo viso, interpretare il tono con cui canticchiava, leggere lo sguardo.
E sentirci in colpa. Non sapendo con certezza nemmeno il perchè.
Così, per tutto il mio sviluppo, non ho fatto altro che individuare sguardi, smorfie, espressioni significative. Non ho fatto altro che cercare di dare interpretazioni, ricercare cause, capire in cosa difettavo, se difettavo io, o mia sorella, o mio padre.
Eravamo in difetto tutti e tre all'unisono, di solito. E ci mancherebbe. Sempre stata di sinistra, mia madre.
E però mi è rimasta quest'attenzione al particolare, all'impercettibile. Quest'attitudine alla scansione, all'interpretazione. Questa necessità di ricercare la chiarezza, il senso, le cause, il filo logico. E forse questo esercizio mi ha aiutato nei miei studi, anzi sicuramente.
Ma solo lì, mi sa.
Sarebbe meglio non accorgersi sempre di tutto, non notare sguardi, corrugamenti, toni.