Ho un mal di testa da paura.
La mia amica alle 8.00 di stamani era già in piena fibrillazione:"Stasera c'è la partitaaaa!" "Ah si e chi cazz..."
"Se vincono loro, così che han perso quelli e se gli altri pareggiano (eh??) siamo in semifinaleeeee!!!"
"Ahhh, ok, va bene, ci vediamo là, al solito."
E io ho un mal di testa da paura. Perchè ieri ho fatto mezz'ora di attività fisica. Rendiamoci conto. Stamani volevo proporre a scuola:
Problema: valuta l'intersezione tra i due insiemi Dania e attività fisica.
Risposta: non hanno punti comuni.
Fine del problema.
Non ci siamo. Ieri sono stata in palestra a sfruttare l'ingresso omaggio vinto da me medesima con una fortunata estrazione alla sagra del paese.
C'era questo prototipo di uomo, capelli brizzolati, fisico asciutto, occhiale lindo, pantaloncini bianchi con scarpe da tennis e calzini di spugna, che cercava di acchiappare i citrulli che passavano. E uno lo ha acchiappato: la Dania, che con il Mancio dietro che insisteva a dire che erano anni che volevo riniziare (chi? io?), che era l'occasione giusta per ricominciare ecc. ecc. , c'è cascata come un'anguilla nella rete.
"Pensa, hanno anche questa nuova disciplina walking, chissà che divertimento!"
Hmm..., ma si, dai, può essere cosa buona e giusta.
E' arrivato il momento di riprendere un po' di attività: salute, benessere e svago. Così dice calzino di spugna.
Non vorrai mica diventare come tua madre? Incalza il Mancio. Si, cioè no, assolutamente no. Allora ok, è il momento di iniziare.
Allora ok, l'attività prevista per il debutto sportivo è questa nuova disciplina, molto cool, fresca novità, introdotta in palestra a giugno, pensa che kiul, chiamata walking.
Vediamo di che si tratta. Sarà carino, penso io.
Peccato che io stia allo sport ancora meno che la cicciona alla dieta.
Dopo aver cercato invano di risolvere l'amletico dubbio vale la pena non mangiare un gustoso pezzo di focaccia con le olive con cocacolina fresca portati dal Mancio per la merenduccia, per trascinare queste stanche membra alla palestra e far ballare le natiche?, arrivo alle 18.10 alla palestra (con il cervello che continua, imperterrito e dissidente, a mandare il segnale negativo: no, la risposta era no, NO!) per la lezione fissata alle 18.20.
Mi reco nello spogliatoio dove becco una collega di scuola che ha appena terminato la sua dose di tortura quotidiana. Che brava, le dico.
Mi cambio e vado nella sala Malibu (sono due sale venice e malibu. Pensa che arida che sono, io le avrei chiamate A e B, dx e sx, ma qui si viene per divertirsi, è tutto molto funny, ha precisato la tipa che mi ha fatto l'iscrizione. Bè, se lo dici tu.).
Nella sala ci sono già alcune persone: una vecchia di sessant'anni, una ragazza di una trentina, un tipo sui quaranta e l'insegnante, che è già incavolata perchè mancano le persone. La colpa è delle 6.20-dice- non ci si fa, manca poco che me li vedo arrivare con lo spazzolone in mano.
Chi? cosa? Boh.
Forse utilizzano un linguaggio sportivo palestrico, che io assolutamente ignoro.
Va bè, a poco a poco arrivano anche le altre persone che si sono prenotate e ci disponiamo nei tapis roulant disposti a mezzaluna di fronte a quello dell'insegnante.
Guardo un po' il display e non vedo nessun tasto on. "Ok,-chiedo al tipo- come si accende?". "Non si accende, vai sopra e andiamo tutti insieme."
No, non mi ha capito. "Come si accende?" ri-chiedo alla vecchia. "Non si accende.-conferma lei- Lo muovi tu con le gambe."
La vedo ardua.
Si inizia. Ciascuno sul suo proprio tapis roulant inizia a sgambettare a suon di musica. Davanti a noi lo specchio, nel quale appaio subito come un animale estraneo alla fauna locale.
Il sapiente Mancio mi aveva consigliato :"Vatti a comprare qualcosa: pantaloncini, maglietta ecc." Ma io: " Seeee, figurarsi, ho tutto quello che serve."
Adesso però il mio completo, maglietta bianca e pantaloncini rossi, risalta in palestra come i giubbetti gialli con le strisce catarifrangenti che ti metti se ti si buca una ruota della macchina nella notte. In palestra vanno il grigio e il nero. Combinati come volete, maglietta grigia con pantalone nero, maglietta nera con pantalone grigio, maglietta e pantalone nero, maglietta e pantalone grigio, strisce grigie su completi neri, sia quel che sia, i colori sono quelli.
Ad ogni modo, si inizia a camminare. Lo walking è questo.
Cammini cammini cammini e l'insegnante, dopo tot minuti, ti fa alzare la resistenza gridando a tutta voce per gasarti "CAMBIAAAAAA".
E tu cambi.
Cammini cammini cammini e non arrivi mai.
Il massimo dell'alienazione.
Ma c'è chi la sente. E tanto. Una tipa faceva foto col telefonino durante la camminata. Mentre io pensavo di crepare lì, secca e dura, lei filmava per simpatia l'insegnante e si lasciava trasportare dalla musica annuendo col capo "si, si, siiii, dai.."
Un' altra faceva cenni compiaciuti all'insegnante e mancava poco che prendesse a calci il tapis roulant perchè non le lasciava incrementare la resistenza.
La vecchia mi dava occhiate compassionevoli, cercando amichevole comprensione a sua volta.
Arrivano le 18.50 e io, tipo i miei studenti a scuola, vorrei gridare: "ehi!! ehiiii" E' suonataaa!" Ma tutti continuano a zompettare, e di conseguenza anch'io.
Quando finalmente finisce, mi doccio e mi appropinquo all'uscita. La tipa dell'iscrizione mi chiede " allora?? com'è andata??" Un disastro.
Mi scoccia ammetterlo, ho paura che si offenda, non è carino. Insomma, sono pur sempre a casa sua...
Ma come al solito non ho capito un cavolo. Il suo viso si illumina, gioisce, gode. E' questa la forza motrice dei palestrati: la sofferenza autoindotta. Benvenuta nel club!
mercoledì 16 luglio 2008
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