Sono gli ultimi giorni di mare.
Un po' mi dispiace, perchè stare in spiaggia la sera verso le 7 ha qualcosa di divino, è l'anticamera del paradiso terrestre. Poche persone, la brezza di mare, il sole che tramonta all'orizzonte.
Un po' sono contenta perchè ad agosto c'è una ressa in spiaggia che toglie il respiro, gli ombrelloni diventano ancora più appiccicati e ti costringono a una comunione di beni forzata con i vicini che non sempre è gradevole per una misantropa as I am. Come ti muovi inciampi in ogni genere di cose: teste umane che hai scambiato per giochini dei piccoli mostri, gambe estranee che si protraggono e si distendono alla ricerca di relax, sedie a sdraio troppo vicine, asciugamani altrui.
Gli odori si confondono, sudore, deodorante, creme solari.
La sabbia si leva in aria al minimo spostamento avvolgendo tutte le cose tipo nube tossica.
I tuoi discorsi perdono la prerogativa di essere tuoi e diventano nostri, di tutti.
Meglio fare altre cose.
Una passeggiata in montagna, le attività della Versiliana, i lavoretti della lista.
Ecco, qui casca l'asino.
Vado matta per le liste. Metto in lista tutto ciò che è possibile: la spesa, i cd, i dvd, le password, i numeri, i lavoretti. Il Mancio quando mi vede sull'orlo di una crisi di nervi mi suggerisce: fatti una listina. Forse ci starebbe bene Freud.
Ma la lista delle liste è quella dei lavoretti. I lavoretti da fare, per la casa, o in generale, le cose da comprare che non rientrano nella lista delle spesa (o che entrano in tutte e due).
E poi zac, quando si procede all'espletamento di un punto della lista, il godimento sovrumano di cancellare la voce, zzziiiiic, con colpo di evidenziatore. Ahhh. Che godimento.
Il problema è che ciò avviene rarissimamente perchè Dania è pigra, ma pigra, ma aiutatemi a dire pigra.
domenica 27 luglio 2008
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