Due anni fa oggi era domenica.
Due anni fa oggi avevo una pancia gigante, in cui era comodamente annidato e per niente interessato all'idea di uscire fuori un piccolo mostro.
Non era stato interessato ad uscire, piccolo mostro, almeno fino a quel momento, perchè - scusassero - era ben lui a decidere se, dove e quale sarebbe stato il momento giusto.
Non era stato il momento giusto un paio di mesetti prima, quando Piccolo mostro aveva fatto finta di voler uscire gettando tutti nel panico solo perchè Daniuccia, marito e l'allora figlia unica Alice erano a passare qualche giorno di ferie in quel del Chianti. Ma erano solo scherzucci dispettosi di piccolo mostro, che ad uscire non ci pensava nemmeno.
Non era stato il momento giusto nemmeno dopo il tempo esatto, che era scaduto l'11 di novembre, e nemmeno in tutte le date che Daniuccia, grazie ai suoi conti astrologici e numerologici, aveva considerato papabili.
Non era stato il momento giusto nemmeno dopo la manovra di tortura dello scollamento manuale delle menbrane, una pratica dolorosissima che la signora ginecologa aveva praticato con solerzia ad una Daniuccia stremata dall'attesa e dai finti avvii di travaglio, che meno che mai aveva convinto il piccolo mostro ad uscire.
All'ospedale la conoscevano già tutti, piccolo mostro. Perchè già tutti erano stati presi per i fondelli da lei. Soprattutto le ostetriche, che pavoneggiavando un'esperienza quarantennale davano per certa la nascita di piccolo mostro in questo o quel momento, - e se te lo dico io figliola mia stai serena, - e avevano mandato più volte Daniuccia a prendere la valigia a casa.
Valigia che Daniuccia aveva riportato ogni volta a casa intonsa.
Alla fine però si era deciso: con o senza il suo consenso Piccolo mostro sarebbe nata il mercoledì 22, dopo averne indotto artificialmente il parto la sera del 21 con gel, flebo e diavolerie varie.
Così è deciso e stop: glielo facciamo vedere noi.
Daniuccia non solo si era rassegnata all'idea, ma era pure contenta perchè il giorno 22 lo scorpione passava in sagittario, da preferirsi (pareva), e la numerologia la confortava con un bel 5, di bambino amabile.
Ma la soddisfazione di Daniuccia per la bella data, quella sì era da annientare all'istante.
Quel 19 novembre di 2 anni fa, nella notte del 20, fuori un tempo da lupi, acqua a catinelle, tuoni, lampi, vento da paura, telefono della madre chicory da chiamare per la sorveglianza di figlia grande isolato, Daniuccia piena come un uovo per aver mangiato come una scrofa insieme alla cara sorella e al caro cognato, che tenta di resistere ai dolori perchè - adesso, cazzo, aspetti fino a mercoledì -, piccolo mostro, al secolo Eva K., decide di venire al mondo.
Un travaglio quasi indolore, un parto gioco forza - adesso, CAZZO, esci- e eri lì, piccolo mostro: piccola, nera e pelosa. Naso gonfio da pugile che ha già combattuto la sua piccola lotta.
Auguri amore mio. Domani sono 2 anni. Due anni di amore, perchè tu sei tenera, due anni di litigi, perchè la tua missione è annientarmi, due anni di domande: "ma con questa figlia avrò un punto di incontro quando sarà grande?".
Auguri amore mio. Cento, mille di questi giorni.
mercoledì 19 novembre 2008
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