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Corinnaria
Sono solo un Blog: demodé per definizione, inutile per costruzione.

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Le vent se lève! . . . il faut tenter de vivre!








lunedì 29 dicembre 2008

dicembre, andiamo

Partiremo (a Dio piacendo).
Questo pomeriggio muoveremo alla volta di Firenze, dove raccatteremo sorella e cognato, e poi proseguiremo verso la ridente località di San Leo (PU) per trascorrere in letizia gli ultimi giorni dell'anno.
Riusciremo ad ammalarci prima di allora? La probabilità è altissima, ma teniamo duro.
Sto sistemando tutto (e sembra che invece di 3 gg si stia via un mese), compresi i cani che aspetteranno, drogati e in solitudine, l'arrivo del nuovo anno e il nostro ritorno.
(drogati per sopportare gli spaventevoli botti)

Allora, intanto , per non saper nè leggere nè scrivere, mi porto avanti con gli auguri per il 2009.
E come si dice...auguro tanta serenità a voi, agli uccelletti e al gatto coi baffetti...

Per me sappiate che, fatta salva la salute, il desiderio che esprimerò alla mezzanotte del trentuno è di non starci più a pensare.
Auguri auguri auguri e, se non ci si sente prima, ci si becca il 2.

giovedì 25 dicembre 2008

xmas mood

E' andato tutto bene.
Le bimbe si sono svegliate super eccitate al pensiero (e alla vista) di quei tanti pacchetti portati da quel pazzo di Babbo Natale, hanno gridato festose nel vedere che il vecchio freddoloso si era sbafato tutto il latte coi biscotti appositamente lasciato sulla cassettiera e poi si sono gettate nel delirio di gormiti, cicciobelli, case di Topolino, di winnie the pooh, e degli altri miliardi di giocattoli. Per fortuna anche i 38.2 (minacciosi) di febbre della vigilia sono svaniti, cosa volere di più.
Anche io e consorte ci siamo scambiati i nostri regalucci, che, dirò, mi esaltano nella stessa maniera delle bimbe, e nel casino di carte, nastri, giochi, lucine e musichine natalizie è trascorsa di incanto la mattina.
Adoro la mia famiglia.
Poi pranzo da mia madre.
'E anche quest'anno - cito da noto film - Natale ce lo siamo levato dalle palle'.
No, non per il Natale, io l'adoro, ma per mia madre.
Non ci siamo. E' come se avesse l'alone viola intorno, l'alone del malumore e della negatività.
E basta, che è appena passato Natale.
Certe volte penso che la cosa peggiore che può capitarmi nella vita, sia che le mie figlie provino per me quello che io provo per mia madre.
Io mi impegno per esser diversa, ma alle volte riconosco il suo sangue scorrere nelle mie vene.
Va bè, ancora auguri di buon natale.

mercoledì 24 dicembre 2008

..::°FeLiZ NaViDaD°::..

martedì 23 dicembre 2008

Andare fuori con una vecchia amica, che le ragioni della vita ti fanno incontrare 3-4 volte all'anno, per strada e di corsa, e sentirla parlare e ridere, e soffermarti a pensare che già a 15 anni non ti sbagliavi, che quella persona è speciale, che quella persona, con tutte le sue assurdità e le sue fisse, ha dei numeri, che anche se la vita l'ha un po' rattristata, è immutata e immutabile, che la sua vitalità, la sua fantasia, la sua sensibilità sono intatte, che il nastro che ti collegava a lei è integro nei colori e nella tenuta e che resta L'Amica di sempre, per me è qualcosa di magico.

venerdì 19 dicembre 2008

Invece, ecco, ieri sera attimi di delirio qui nella casètta.
Terminata la preparazione a sei mani delle polpette-metto-ogni-cosa-dentro, sparso il pangrattato per ogni dove (ricopertoci con modalità a tutt'ora ignota anche il cane), quando finalmente si è dato inizio al frugale pasto fra donne un urlo di terrore è uscito dalla boccuccia di Alice, che, azzannando la forchetta, si è fatta saltare un dente, e non quello dondolante.
Sticazz' se aveva fame la fanciulla.
Sangue, pianti, eccitazione, emozione, giubilo.
Daniucciona non trattiene le lacrime (anche se, suo malgrado, deve stoppare il pasto). Che emozione, la mia piccola caccoletta senza un dentino!
Giro di telefonate [tutte identiche]:
-papi (poi nonna1, nonna2, nonno, zia, zio)! mi è caduto un dentino! Mangiavo la polpetta, ho morso la forchetta ed è venuto viaaaAAA!! Papi (poi nonna1, nonna2, nonno, zia, zio)!
- anch'io! anch'io! ANCH'IOOOOO!!!
.... io cacca e pipì!
- ...?.. Ti scappa la cacca Eva?
- io cacca e pipì. in vasino. atta. tutta.
- ...ehm... bravissima! Ma siete due fenomeni!
...


Si salta, si canta, si grida.
Sono emozioni.


[e le polpette le mangia il cane].

pausa pandoro

Ecco. Sono ufficiosamente in vacanza.
Ho appena finito di correggere una paccata di compiti [che avrei potuto trascinarmi nelle vacanze, arrivando sgomenta al 6-sera senza averne guardato uno, ma che, grazie al fondamentale insegnamento della mia insegnante di tirocinio, ho fatto fuori con un ultimo sforzo (chè in vacanza si va liberi da pensieri)] e a minuti mi trasferirò in quel della scuola a magnare panettone e pandoro e a bere sciampagna (giusto per tenere fede all'onore daniuccionesco), giacchè i ragazzi hanno assemblea di istituto e noi prof. si magna e si beve.
Questa è vita, ragazzi.

heathcliff, IT'S MEEE

Datosiché sono giorni e giorni ormai che ho in testa questa e non riesco a mandarla via,
allora...
orsù...
dunque...
beccatevi questa:

no hay problemas

Se nella vita una donna arriva, suo malgrado, a vivere la mortificante esperienza di, dopo essersi svegliata una mattina, aver fatto colazione col solito caffèllatte e i soliti biscotti, aver aperto come tutte le mattine ai suoi cani, essersi seduta come sempre al suo computer per il primo spippolamento della giornata, aver maledetto il doversi andare a preparare, aver compiuto con puntigliosa meticolosità le abluzioni giornaliere, di provare ad indossare i soliti abiti, il solito paio di jeans e la solita camicetta, e di constatare [incredula e meravigliata] che il jeans si chiude a fatica, che i bottoni della camicia tirano, che fra i bottoni che tirano la stoffa si apre per dar bella mostra della canottierina bianca a costine che protegge la schiena dal freddo come ha insegnato la mamma, che le spalle tirano e le maniche strizzano e che, nonostante ci provi, non arriva a chiudere tutti i bottoni, e che, oltretutto, non può nemmeno dar la colpa alla lavatrice per aver ritirato il cotone, perchè il cotone dopo 5000 lavaggi non ritira più nemmeno se preghi in arabo, allora quella donna ha, a mio avviso, le seguenti possibilità:

*mettersi immediatamente a dieta, iniziando da questo preciso istante a rinunciare a tutte le schifezze che adora, ai fonzies della mezza mattina, alle noccioline del dopo pranzo, alla nutella della merenda, alla... ed è bene che smetta immediatamente di elencarle (anche mentalmente).

**iniziare una frenetica attività fisica finalizzata alla rimessa in moto del suo lento (come le lente vacche di dore) metabolismo, a tonificare i muscoli dormienti, allo scioglimento dei grassi (come lo scioglimento dei ghiacciai), alla perdita, con i medesimi, di quei 7-8 mila chili di troppo.

*** uscire e comprare un guardaroba nuovo 2-3 taglie più capiente.

****cambiare il nome al suo blog: da Daniuccia a Daniucciona, a Daniona, a ****-ona.



°°° Inutile dire che, per Daniucciona, le uniche ipotesi dotate di senso sono la *** e la ****.

martedì 16 dicembre 2008

caducità

Potrei continuare a tacere all'infinito, con somma delizia per le orecchie dell'umanità, potrei continuare a tacere sì, ma romperò il silenzio.
Perchè c'è una notizia che deve essere divulgata celermente, un cambiamento in Daniuccia's life che il mondo non può ignorare giacchè il medesimo cambiamento, pur nella sua naturale semplicità e leggerezza e naturalità, sopraggiunge con tutto un portato di nuove emozioni, di nuove epoche, di cambiamenti di prospettiva.
Ad Alice dondola un dente.
Sembra niente, eh?
E invece arriverà un topino che quel dente lo porterà via con sè. Prenderà il dentino e,in cambio di una manciata di spiccioli, lo porterà via insieme a un pezzo di ingenuità, di spensieratezza, di fanciullezza.
Quella fanciullezza che fino a ieri sembrava ferma, intonsa, intoccabile, eterna come una parete fresca di imbiancatura.
Gireremo lo sguardo, sbatteremo le palpebre e vedremo l'Alice che rientra col ragazzino, parcheggiato lo scooter, sistemata la gonna, passata una mano tra i capelli. In uno sbatter di ciglia.
In un attimo.

giovedì 4 dicembre 2008

2008XII4

C'è una categoria di persone che ammiro e invidio senza ritegno.
Sono quelle che hanno le idee chiare.
Quelle che sin dal principio sanno dove vogliono andare ed in quattro e quattr'otto definiscono anche la strada per arrivarci. Quelle che hanno poi anche la flessibilità, l'elasticità e l'intelligenza di modificare la rotta, di adattarla, di perfezionarla se necessario.

Io le idee chiare in anticipo non ce l'ho mai.
Io ho bisogno di tuffarmi a capofitto in questa o quella cosa, dalla marginale alla vitale, di sorbirmene gli effetti positivi, negativi e nulli, per riuscire a definirne i contorni e arrivare a dire serenamente: "no, niente da fare. non fa per me. preferisco questo e quest'altro." oppure "si, ci siamo."
Può essere l'arredamento della sala come il colore delle tende. Il numero di cani da adottare come il lavoro da crearsi. Il matrimonio come il numero di figli da mettere al mondo. Quisquilie come questioni essenziali.
Io a 34 anni e mezzo ho raggiunto la maturità intellettiva che un essere senziente raggiunge a 19.
Ora so che percorso di studi avrei dovuto fare, che lavoro avrei voluto crearmi, quali cose avrei voluto approfondire e su quali basare, o tentare di, la mia professionalità.
Ora so, a grandi linee non sbilanciamoci, in che maniera avrei potuto tenere a bada la mia instabilità, il mio stancarmi presto delle cose, la mia inquietudine.
Non so... Sarà tardi?

*Mi sa di si.
Ecco, e così sapete la ragione (principale) del mio malcontento di questi ultimi tempi.

martedì 2 dicembre 2008

In macchina

In macchina sento di essere sola.
In macchina il mondo che corre fuori è trasparente come i finestrini da cui potrei osservarlo, se volessi.
A volte ho pianto, in macchina.
A volte ho ripassato per un esame.
A volte ho picchiato i pugni contro il volante per sfogare la rabbia.
In macchina ci sono state occasioni in cui ho pensato ai massimi sistemi e attraverso ragionamenti contorti mi è sembrato di dar loro un senso. Senso che è svanito come l'odore di carburante, una volta scesa.
In macchina a volte ho fatto l'amore.
Ho urlato disperata, una volta, in macchina, spingendo l'acceleratore a manetta mentre mi trasferivo a guardare in faccia la morte, quella disperata, quella che sembra l'unica via d'uscita.
In macchina una sera di tanti anni un ragazzino mi ha chiesto cosa ne pensavo di una storia fra una ragazza di 22 anni e uno di 18.
In macchina una sera il ragazzino stringendomi la mano mi ha dato un bacio e mi ha promesso che sarebbe stato per sempre.
In macchina lo stereo deve essere al massimo volume, perchè in macchina si può cantare a squarciagola e stonare e lacrimare e emozionarsi.
In macchina un giorno ho sentito un calcetto dentro la pancia.
Un giorno io e il ragazzino abbiamo parlato, abbiamo pianto, ci siamo abbracciati e ci siamo detti addio, in macchina.
Una volta in macchina ho preso il telefono e ho chiamato una persona che non sentivo da anni, ma che avevo nel cuore, e ho sentito una mano accarezzarlo, il cuore, e riscaldarlo un po'.
A volte in macchina ho riso, da sola, ricordando qualcosa di buffo.
In macchina il filo dei pensieri si avvolge e mi travolge o mi porta lontano.
In macchina il mondo che corre fuori è trasparente come i finestrini da cui potrei osservarlo, se volessi.

.:LaDyMacBeTh:.

How now, my lord! why do you keep alone,
Of sorriest fancies your companions making,
Using those thoughts which should indeed have died
With them they think on? Things without all remedy
Should be without regard: what's done is done.