Ecco. Volevo dire questo: il libro che ho letto la settimana scorsa mi è piaciuto molto.
Si chiama "Lo strano caso del cagnolino ucciso a mezzanotte", scritto da Mark Haddon, scrittore e illustratore di libri per ragazzi, edito da Einaudi.
E' la storia, raccontata in prima persona, di un ragazzino affetto da una sindrome affine all'autismo, amante della matematica, dell'astronomia e di Sherlock Holmes, che cerca di scoprire, improvvisandosi investigatore, chi abbia ucciso il cane barbone della sua vicina di casa. E' un libro molto bello, capace di aprire, con delicatezza, la visione che si ha, che io almeno avevo, sull'autismo.
Ora, quando, lo scorso agosto, iniziai a scrivere il Daniuccia-blog, avevo anche in testa l'idea di fare una specie di "recensione" dei libri che leggevo e che mi piacevano.
Agli atti odierni, devo dirlo, l'idea non mi piace neanche un po'.
Perchè se uno ne parla senza che gli altri li abbiano letti, magari anticipando anche la trama, toglie il gusto della lettura, se uno non ne parla esplicitamente, per non anticipare la trama, non si capisce niente (tipo l'ultima volta che scrissi del libro che avevo letto e chi capiva era bravo) (e allora il senso di scrivere, tra l'altro, non si sa proprio dove stia).
In più, diciamolo, di commenti sui libri, sul web, ce ne sono a miliardi, dimodochè quello di Daniuccia può anche rimanere dove sta (nel Daniuccia-inside).
Invece, dunque, quello che volevo scrivere, era di quei passi che mi avevano colpito, qualora ve ne fossero.
Per esempio, in questo libro, fra le varie cose, a me è piaciuta un sacco la descrizione che il ragazzo fa dell'insieme dei numeri primi.
La regola per calcolare i numeri primi è molto semplice: si scrivono in una tabella tutti i numeri a partire da 1 in avanti, poi si tolgono quelli divisibili per 2, poi quelli divisibili per 3, per 5, per 7 e così via. E' una regola molto semplice, ma nessuno ha mai scoperto una formula altrettanto semplice per stabilire se un numero a molte cifre è primo o quale sarà il successivo. [...]
I numeri primi - dice - sono quello che rimane una volta eliminati tutti gli schemi: penso che i numeri primi siano come la vita. Sono molto logici, ma non si riesce a scoprirne le regole, anche se ci si pensa tutto il tempo su.
Subisco il fascino dell' esplicito richiamo alla matematica??
E poi, quando parla della morte (lui non crede nell'aldilà e pensa che le persone siano convinte che esista perchè detestano l'idea di sapere che qualcuno prenderà le loro cose) e delle persone sepolte
...Tutte le molecole si frantumano in altre molecole e si spargono nella terra, e vengono mangiate dai vermi e fluiscono nelle piante. Tra 10 anni, se andassimo a scavare nel solito punto, troveremmo solo lo scheletro, tra mille nemmeno quello. Ma va bene lo stesso perchè lui sarà parte del melo e del cespuglio e del biancospino.
Se una persona viene cremata, viene messa in una bara e polverizzata per poi trasformarsi in cenere e fumo. La cenere non so che fine faccia, ma il fumo si disperde nell'aria e allora, quando guardo il cielo, penso che ci siano molecole di mia madre lassù o nelle nuvole sopra l'Africa o l'Antartico, oppure che scendano sotto forma di pioggia nelle foreste pluviali del brasile o si trasformino in neve in qualche parte, nel mondo....
venerdì 20 marzo 2009
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Qui il commento s'impone.
RispondiEliminaS'impone perchè viene chiamato in causa Mr. Holmes ed il "curious incident of the dog in the nightime", un libro che suscitò grandi discussioni nel mondo holmesiano essendo il titolo una espressa e notissima - almeno tra gli holmesiani - citazione dall'aventura intitolata "Silver Blaze". La frase completa era :
- "Is there any point to which you would wish to draw my attention?"
- "To the curious incident of the dog in the night-time."
- "The dog did nothing in the night-time."
- "That was the curious incident"
ed è un tipico esempio di come Mr. Holmes amava porsi al pubblico. Stupire, sbalordire, incantare, ma al contempo fornire anche preziose informazioni sulle quali indagare a fondo.
Io lo lessi a suo tempo e ricordo che mi piacque. Non ho più memoria del testo, neppure della trama, e quindi forse potrei anche rileggerlo, se non attendessi bramoso di iniziare I racconti dell'Ohio di Sherwood Anderson, un libro definito da chi se ne intende "la Spoon River dei vivi".
Il commento s'impone anche per il metodo di calcolo dei numeri primi. La tecnica di scriverli tutti e poi togliere quelli divisibili mi pare che si chiami "Crivello di Eratostene". Lo ricordo perchè vent'anni fa scrissi un piccolo programmino in Pascal (sentite quello che vi tiro fuori!) per metterlo in pratica.
Oggi, naturalmente, non sarei più in grado di farlo. Oggi so solo abusare del corsivo in html.
Tant'è.