L'unico, vero, efficace metodo per combattere l'angoscia è il sano dedicarsi anima e core allo shopping sfrenato. Ne conveniamo?
Magari l'effetto finirà, magari il giorno seguente l'ovosodo tornerà nel gozzo, ma, diciamocelo, - oh, io lo dico - non c'è niente di più rinfrancante, duri quel che duri, di mettere mano al portafogli e indulgere senza ritegno nell'appagamento dei più materiali e tangibili desideri.
Io, ieri, alla fase del mettere mano al portafoglio non ci son nemmeno arrivata - e già sto meglio, figurarsi - perchè mi sono persa nei dettagli e nelle caratteristiche di quel che volevo comprare.
Un-esposimetro-manuale-esterno. Lui.
Questo è quel che voglio per sanare la mia angoscia, o meglio è quel che avrei voluto comprare ieri, totalmente in botta con la mia macchinina analogica [è pur vero che non mi vengono foto decenti nemmeno con la digitale e allora cosa vado cercando con la analogica lo sa iddio che sa tutto, ma qui non si rinviene tanto nemmen lui -as chicory-the-mother would say].
Ora, il problema è stato che non sono riuscita a comprendere nella maniera più assoluta il funzionamento di quell'arnese russo, appartenente al mio povero nonno, che mi son rigirata fra le mani tutto ieri, che sposti una levetta e la lancetta va da una parte, sposti un'altra levetta e la lancetta va da un'altra parte senza apparenti nessi di causalità.
Ciò poteva essere assai avvilente.
Sono stata ore a fare prove con luci diverse, orientazioni diverse, levette spostate diversamente e non c'ho tirato fuori nulla, se non la drastica scelta da compiere fra le due possibilità: o è rotto o io sono completamente andata. Inutile dire che ho scelto la prima.
Ad ogni buon conto, ciò che voglio è questo: un esposimetro manuale esterno, datato, che fa figo (e costa meno), al selenio, così non ha bisogno di batterie. Marca seKonic o lunasix (meglio). Non va bene il weston master, chiariamolo subito, che ha una forbice di voltaggio stretta e che quindi non può usarsi in notturna (che cosa sia e come incida la forbice di voltaggio stretta non ne ho la più pallida idea, ma rendiamoci conto che non si può comprendere tutto, certe cose vanno anche prese per buone santo iddio).
Mi sono fatta una cultura. Debolina, sia pure, ma mi accontento. Tutto fa.
Ovviamente, e sottolineo ovviamente, questo non è il mio unico oggetto del desiderio, che l'angoscia è tanta.
C'è lui: OBIETTIVO NIKON AF-D 50mm f 1.8 D. Voglio lui, lui, lui. Quell'apertura smodata del diaframma mi fa impazzire. Voglio sfondi sfocati, voglio sfondi sfocati, voglio sfondi sfocati.
Poi, già che ci siamo voglio un polarizzatore e questo, lo confesso, lo voglio quasi esclusivamente perchè ce l'han tutti. [Il polarizzatore è quel filtro che si mette per fotografare le trasparenze dell'acqua e il cielo azzurro. Anch'io voglio fotografare le trasparenze dell'acqua e il cielo azzurro.]
E anche un fisheye, già che ci siamo.
Altre cose, poi.
Voglio il piedino per la macchina da cucire per cucire le cerniere. E un miliardo di gomitoli colorati per fare la coperta della nonna per la mia sedia a dondolo (stupendissimo acquisto al mercatino dell'usato dovuto all'angoscia della settimana scorsa).
Un cellulare nuovo [Samsung. tastiera qwerty. love it!], un divanetto per l'ingresso, una plastificatrice e un phon professionale, che questo taglio di capelli mi fa schifo.
Ohh. Sto già meglio.
[Alice ha iniziato ieri. Che tenerezza.
Hanno fatto il disegno della scuola e scritto la data. Era tutta contenta.
E' nel banchino con una bambina di nome Michela che conosceva di vista.
La madre prima di salire ripeteva senza soluzione di continuità "Alice vieni qui, dai la mano a Michela! Michela con Alice! Bimbe state insieme! Alice qui!, Michela qui! Insieme! Tenetevi la mano!".
Siamo saliti al piano di sopra e in piena fibrillazione ha acciuffato due banchini e ha iniziato a chiamare "Alice! Michela! Qui! Qui! Tu qui e lei qui!". La madre di Michela.
"Che bello che hanno scelto di sedersi vicine!!!" mi ha detto poi "era quel che desideravo, son proprio contenta!"
"Eh già".
Mi sa che eravamo tutte un po' fuori di testa.]
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Aspettavamo (non è plurale maiestatis) le daniuccia-emozioni sul primo giorno giorno di scuola!
RispondiEliminaBe' come al solito abbiamo avuto molto di più :)
Ho convenuto (singolare minuscolus) che il primo giorno di scuola è più per mamme (e in generale genitori) che per i bimbi avvezzi a molti primi giorni di scuola a quell'età (letterali e metaforici).
Come al solito i tuoi racconti sono pieni di riferimenti e rimandi che arricchiscono i lettori più attenti! Ovviamente questa volta quello che mi ha colpito maggiormente è il "debolino" di berniana memoria...tra l'altro in una mirabile circolarità sono uscito più consapevole di essere debolino in termine di fotografia!
P.S. La coperta della nonna è il mio sogno!!! Non farla (son debolino anche nel cucito) ma averla per ciucciarla...e così, senza mirabilie ma con circolarità, son tornato al tema dei genitori bambini :)
Come avrei tanto voluto avere una mamma come quella di Michela! La mia, negli anni sessanta faceva la bidella e per lei tutti i bambini erano uguali, chiaro, così fu che son capitata nel banco con A., lui ripetente di quarta elementare, io in terza (già, due classi insieme, altro che tempo pieno!). Dunque, A. non distingue la f (effe) dalla v (vi)quindi quando è l'ora del dettato venivo subissata da: Daniela, devo fare la f di vaso? No A., devi fare la f di farfalla. A furia di f,v,f,v,.... ancora adesso, anche se faccio attenzione, mi capita di invertire queste consonanti.
RispondiEliminaPS: mi piaccione le tue foto anche se non hai ancora tutti gli aggeggi che citi.
ciao, daniela
Ovviamente da profano ma concordo con stria!
RispondiEliminaSono l'occhio e la capacità di comunicare le qualità più importanti per chi vuol condividere immagini per trasmettere qualcosa...e queste cose non hai bisogno di desiderarle, anche perché non ce l'hanno tutti come il polarizzatore :)
@stria, grazie! Povero A. chissà se avrà imparato alla fine la differenza fra la effe e la vi...
RispondiElimina[sono contenta, ma contenta che ti piacciano le mie foto :). Sei sempre gentilissima.]
@Dima: ma non ci penso nemmeno a lavorare giorni e giorni su una coperta per poi vederla miseramente ciucciata! [ma grazie. grazie. per ciò che dici.]
In effetti i "giorni e giorni" devono essere dedicati solo al ristretto club dei cari non volevo pretendere tanto...ma fammi dissentire in modo netto sull'accostamento ciucciata-miseramente.
RispondiEliminaSincerly yours
Dima
ahia. Pessima giornata?
RispondiEliminaUmore sotto i piedi?
Era solo una battuta. Una misera battuta.
Eccoci
RispondiEliminaMa no ma da e diccelo anche a noi...
RispondiEliminaEra una battuta anche la mia per dare nobiltà alla ciucciata adulta...ci mancava lo smile ma era battuta giuro :)
E la copertina verrò a vedere la tua (senza ciucciarla però :P)
Ahia
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