Dice: non scrivi più. E no, non scrivo più.
Perchè ho sempre guardato avanti, e una volta me l'han detto che ero proiettata in avanti tendenzialmente e che ero bulimica di vita [bulimica di vita. che lì per lì l'ho trovato divertente, poi m'ha fatto piacere, e poi a pensarci un po' di più l'ho trovato inquietante] e un'altra volta mi han detto che mi nascondevo dietro una facciata da normale, e questo forse era proprio quello che volevo sentirmi dire, perchè mi inorgoglì e pensai "cavolo che bello". anticonformista alla rovescia. e invece ora lo trovo patetico.
Che poi la realtà era che guardavo avanti, avevo preso a guardare avanti, perchè ogni volta che mi giravo vedevo qualcosa che non mi piaceva. O meglio: non c'era una cosa che mi piacesse. Scelte sbagliate, tempistiche inadeguate, passi falsi, passi più lunghi della gamba, passi da lumaca. La Dania di un prima. Allora mi rivoltavo subito e guardavo fiduciosa il davanti. Ladaniaacuitendere.
E la Dania che non mi va di vedere lontana assai, seminata, lasciata indietro, almeno spero. E la sensazione consolante di essere in fuga.
Poi è successo un qualcosa. Di recente, credo. Il lontano mi è sembrato più vicino. Gli errori fatti e che non vorrei mica rifare, lì dietro. Quello che bastava girare la testa e distogliere lo sguardo per non vedere, mi picchietta l'indice sulla spalla cosicchè riesco a vederlo anche con la coda dell'occhio, anche se tendo lo sguardo avanti.
E vedo mediocrità. Come madre, come donna, come insegnante, come amica, come fotografa, come bloggheressa, come ognicosaèunpo'così. Il vecchio annaspare nella palude, con la differenza che prima lo scoglio lontano mi portava a dire: se arrivo là esco fuori dall'acqua. Ora la nebbiolina che si leva dall'acqua mi toglie certezze.
e non vedo nulla. o quel che vedo mi par troppo lontano o inutile.
se si è pesci di palude.
Cioè, non sono affatto depressa. E forse il guaio è quello.
Solo che certe volte, se ti cade un anello sul fondo dell'acqua e tu ti agiti e inizi a cercare, infilando le dita nel fondale a mo' di sonda, viene su tanta di quella sabbia che l'acqua si intorbidisce e non vedi più proprio un cavolo di nulla. Mentre se stai ferma e aspetti, tutto decanta, e magari nell'acqua limpida vedi l'anelluccio smarrito.
Inutile dire che mi manca proprio la capacità di star ferma.
Forse dovrei solo smettere di frequentare persone psicolabili.
O forse loro dovrebbero smetterla di frequentare me. Se vogliono uscirne.
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Bello!
RispondiEliminaDetto da un molto mediocre che riesce a intorbare spesso l'acqua.
Ieri sera pensavo che la cosa di cui ho sempre più avuto paura, lo sciacallo pronto a sbranare ogni resto di ogni mia azione, lo spettro e l'ombra di qualsiasi passo, è sempre stata la mediocrità. Che mi hanno educato a voler non essere mediocre, e per anni con quanta compiacenza ci ho provato. Senza poi alla fine capire cosa fosse o cosa non fosse "essere mediocre", e impaludarmi. Il punto è che dovremmo avere il coraggio di coltivare quella piantina di sogni che ci rimane addormentata in mezzo all'anima, e lasciarla crescere e fiorire, nel modo più banale e più splendido possibile. Senza domande, solo innaffiandola. Aspettando i fiori, accogliendo le foglie secche.
RispondiEliminaRow, row, row your boat,
RispondiEliminaGently down the stream.
Merrily, merrily, merrily, merrily,
Life is but a dream.
@dima: Come si dice: non è bello ciò che è bello...
RispondiElimina@fra. Sì. Sono arrivata anche io alla stessa conclusione: annaffiare senza domande. Che poi le domande o sono malposte o sono senza risposta o cel'hanno ambigua. E insomma..
@solus: E qui cantava Marilyn. per dire.