Era un ragazzo di cui ero innamorata. Ancora. Nonostante fosse passato tanto tempo, nonostante mi avesse lasciata, ferita, umiliata.
Conservavo ogni oggetto che lui mi aveva regalato, o che avesse toccato, o sfiorato, o solo guardato - come una reliquia. Dentro un baule affogato di oggetti e di profumi. Troppo piccolo invece per contenere i miei sentimenti.
E dentro quel baule c'era anche il contenitore di quello che era stato un regalo preziosissimo. Un barattolo di latta appositamente creato, stretto in una fascia di carta rossa con un gigante punto di domanda.
La sorpresa.
Quella vigilia di qualche natale dopo lo vidi passare da lontano, da una panchina gelida su cui ero seduta con un' amica. Andava incontro alla sua nuova ragazza. Sorridente. Dalla sua bocca la nebbia del suo respiro caldo.
Aveva una sorpresa in mano.
Un grande barattolo di latta, con una fascia rossa e un gigante punto di domanda bianco.
Un posto da riempire. Solo un posto da riempire. L'esigenza di avere tutti i coperti della tavola occupati. Sia chi sia quello che si siede.
Per me l'amore finì in un istante. E sembrava eterno.
Era freddo. Avevo il sedere ghiacciato.
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Ma come fai?
RispondiEliminaBello questo post, proprio bello. :)
Ho sempre cercato di allontanarmi dai ruoli. Ho sempre cercato di allontanarmi da chi si circondava di ruoli.
RispondiEliminaIl culo gelato è un rischio che vale la pena correre.
@giada: come faccio a far che?? @@
RispondiEliminaE comunque se ti piace il mio post son contenta, ma troppo. :)
@Fra: Anch'io. Ma capita che tu inconsapevolmente ti metta a sedere. E te ne accorgi solo quando il posto te lo soffiano che eri un'occupante.
E ci rimani perfino un po' male. Anche se è una liberazione.
Che poi a volte, l'illusione di essere speciali è quello che ci frega bene bene.
RispondiEliminaPS: oh, però per me lo sei, my darling *
PPS: più pubblicamente no eh? :)
E poi c'è anche chi rimane a sedere sul posto ghiacciato nonostante si accorga che l'altro/a si è seduto/a su di un'altra panchina...
RispondiEliminaMa questo forse è più tipicamente maschile...siamo meno intelligenti si sa...
Più che altro mi sa che è un transfert tuo, questo qui.
RispondiEliminaIn che senso? Che solo io resto tanto col sedere al freddo senza alzarmi? Può anche darsi in effetti...
RispondiEliminaIl senso io lo ignoro. E questo è certo.
RispondiEliminaLa solidarietà quasi tutta al femminile di questi commenti m'impone (oddio, imporre è forse una parola grossa, diciamo che mi stimola) una difesa d'ufficio del meschino donatore, che pur non conosco. Ciò in ossequio a quella vis polemica che in passato mi ha dato tante soddisfazioni.
RispondiEliminaInnanzi alla inestricabile complessità del cervello femminile, quei due o tre neuroni che galleggiano inerti nel cranio del maschio, possono fare ben poco. Tanto che, quando egli trova (con assoluta fortuità) un sortilegio che pare funzionare, vi si aggrappa con tutto se stesso e continua ad applicarlo con regolarità nella speranza che sortisca i soliti benefici effetti.
L'uomo, in questi casi, è paragonabile al topo di laboratorio chiuso in una scatola dentro la quale ci sono due pulsanti da premere: uno rosso che eroga cibo ed uno verde che invece lascia passare una leggera ma energica scossa di corrente. La povera cavia, dopo ripetuti ed affannosi tentativi riesce ad appropriarsi del meccanismo che quindi ripete con isocrona regolarità allo scopo di ottenere immediata soddisfazione dei suoi primari istinti.
Il poveretto nulla immagina della complessa macchina che vive oltre i due pulsanti, nemmeno sospetta delle regole che governano il mondo fuori da quella scatola. Ha trovato un'equazione:
io -> barattolo -> lei = OK
e vi costruisce attorno un sistema di vita.
Senza l'intenzione - anzi: oltre l'intenzione - di ferire. Soprendendosi ogni volta del mistero e limitandosi a raccogliere i frutti.
Solus, però diciamo che questo qui della scatola ci poteva arrivare senza troppi aiuti a capire che era un sentimentale di tipo ossessivo compulsivo :)
RispondiEliminaVale anche per il posto a tavola, si capisce.
Alla fine non siamo complicate, siamo solo diversamente semplici
(politically correct).
Oddio.
RispondiEliminaIn realtà lungi da me era l'idea di sollevare ancora una volta l'annosa controversia uomo/donna.
Il mio piccolo post aveva intento general-simbolico.
Avrebbe voluto avere, via.
Ecco, lo sapevo.
RispondiEliminaHo premuto per sbaglio il pulsante verde.
Bzzzzzz
ma no! ahah
RispondiEliminail Bzzzzzz è associato al pulsante rosso!