Avevo non so quanti anni e pensavo che il mare, con il suo sapore di immensità, con il suo eterno avanzare e retrocedere, col suo rinnovarsi immutevole, con la vita segreta dei suoi abissi, fosse la cosa più bella che c'era. Avevo non so quanti anni quando cambiai rotta e pensai in termini fluviali. Dell'eterno divenire, dello scorrere per arrivare a, dell'acqua che palesemente non è mai la stessa e che sempre e comunque corre verso il mare, del letto vuoto e delle sue pozze. Semplicemente a fianco di un mondo meraviglioso, uno ugualmente meraviglioso.
Accanto. O dietro. A girare lo sguardo.
Chi glielo dice all'acqua che deve correre verso il mare?
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..chi glielo dice ai salmoni dove devono andare? e alle anguille? [e a me di non girarmi verso la bellezza che mi attrae come la luna attrae le maree?]
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