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Corinnaria
Sono solo un Blog: demodé per definizione, inutile per costruzione.

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Le vent se lève! . . . il faut tenter de vivre!








lunedì 14 luglio 2008

Grandi consensi stamani. Meno male che la mia personale autostima è una roccia.
Col Mancio ci siamo appena incrociati: io tornavo, lui partiva con i piccoli mostri al seguito. "Ciao mostro. Simpatia a palla."
Pare che ieri sera, a cena con tutto il parentado, fossi un gocciolino pesante. Pare che la colpa sia da attribuirsi a mia madre, che santa donna, "tira fuori il peggio di te" dice il Mancio.
Embè, non è una grossa novità, diciamocelo. E se hai impiegato così tanto tempo per capirlo non è che stiamo messi tanto bene.
Mia madre mi fa quest'effetto. Mi innervosisce, mi satura, mi gonfia. E io mi sfogo. Con il Mancio ovviamente.
Dopo questo esordio mattutino non va meglio alla farmacia: Pulsatilla per il piccolo mostro e fiori di Bach per me. "Eh ce ne vuole a sopportarla" dice il farmacista. L'ha capito dai fiori che prendo, dice. Lui li conosce, anche se non ci vuole proprio la scienza a interpretare nomi come Scleranthus e Impatiens. Embè, ma la privacy? E' già passata di moda? Vorrei dirglielo, ma poi do credito alla sua tesi.
"Sant'uomo quello che la sopporta...!" E daje.... va bè, grazie e arrivederci, eh?
Ok, dai, ammettiamolo. E' vero. Meno male che mi sono sbagliata quando ho accalappiato il Mancio.
Si perchè se fossi andata avanti con le mie scelte ponderate e deliberate chissà che avrei acciuffato. Verosimilmente avrei continuato con la sequela di dementi che avevo ben avviato e impinguato.
Il primo della lista, giusto per la cronaca, profondo e riflessivo, aveva due soli pensieri in testa: il calcio e la fica, come amabilmente ricordava a chiunque gli rivolgesse la parola. Era conosciuto in tutto il paese per il suo acume, ma io ci vedevo il principe azzurro sotto mentite spoglie. "Forza juve, forza juve!" "eh eh... che fica, che fica, hai visto, hai visto??"
Il dubbio che non fosse proprio come lo vedevo io, mi venne dopo qualche tempo, dopo aver ricevuto tutte le cattiverie possibili, essere stata lasciata e essere stata messa in mezzo a più riprese. La conversione di rotta decisiva avvenne allorchè, confidando, piangente e sconsolata, al mio amico Andrea le cattiverie del prince charming, scorsi lui, l'amico Andrea, più grande ed esperto di mondo, ridere a crepapelle rigirandosi sul pavimento e tenendosi la pancia.
Bè, ok, le sparava grosse, ma non era tanto carino nei miei confronti sbellicarsi così.
Comunque, almeno capii.
Dopo questo, vari flirt di cui quello col sosia di Michael Jackson è degno di nota. Ohi, io impazzivo quando ballava, anche se poi la conversazione si esauriva in tutte le possibili declinazioni e coniugazioni di stokare, alle volte usato come sostantivo alle volte come verbo, me lo stoki, questo stoko, lo devi stokare, stoka sta minchia e così via. A essere onesta un po' ero preoccupata anch'io, non solo mia madre, tanto che chiesi consiglio al prof. di educazione fisica, che era uno psicologo, un giorno mentre andavamo in palestra. Metta caso che una ragazza per ipotesi così, così, cosà (ero io) che va con un ragazzo per ipotesi così, così e cosà (era Michael Jackson), lei che ne penserebbe?. D'obbligo il condizionale, vista la fantasia dell'ipotesi. Penserei che qualche problema questa ragazza ce l'ha, fu la risposta. Ah...ok.. meno male che era solo un'ipotesi.
L'ultimo della lista, giusto per la cronaca, fu il karateka.
Questo era un osso duro. Non cedeva. Io continuavo con sorrisi e sorrisini e, veloce come un razzo, mi piazzavo dietro di lui quando venivano fatte le coppie per gli esercizi di kumite, ma lui, diavolo, non voleva mettere a repentaglio la sua libertà. Non c'era verso. Quattro mesi di uscite e di trattative prima di avere un bacio.
I suoi amici dicevano tutti "state insieme" e io, più molesta di una mosca gli chiedevo ogni tre per due "stiamo insieme?" E lui "no".
Perfino dopo quel sudato bacio la mia principale preoccupazione era di avere la risposta affermativa alla annosa questione. Poi, si sa, correre è bello di per sè, ma ci vuole anche un traguardo, sennò uno si annoia. E lui che per due anni continuava a rispondere a chi gli chiedeva "ma stai con la Dania?" "Non so di chi tu stia parlando" non aiutava. Non si voleva legare a nulla, a me in primis ok, ma anche ai posti, alle cose, all'università (no, voleva avere la libertà di studiare quando voleva, cioè mai), al lavoro (no, voleva avere la libertà di lavorare se decideva, cioè mai), al divertimento.
"Ma stiamo insieme?"" Ma stiamo insieme?"
"ma stai con la Dania?" "Non so di chi tu stia parlando"
Due anni così.
Una volta in piena crisi isterica gli mollai anche un destro, che diavolo almeno fosse servito!
L'ultima sua frase nella nostra relazione fu "Trovati un altro che ti porti a giro!" E io, che di fare la converti-dementi iniziavo ad avere le palle piene, gli gridai "Lo farò!", ma lui non sentì.
Dopo un paio di mesi che non ci sentivamo, quando io avevo già avuto modo di incappare nel Mancio, si presentò a casa mia a farmi presente che, non riusciva a capire come avessi potuto scordarmelo, noi stavamo insieme.
E poi il Mancio. Grazie a Dio anche io sbaglio.

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