Sono inspiegabilmente di buonumore oggi. La giornata è iniziata male e la mattinata è stata peggio. Sul mezzodì la ripresa.
Al mattino, Piccolomostro primogenito con l'asma, Tobi con la diarrea e ripeto Tobi con la diarrea, e non voglio soffermarmi in dettagli superflui, Piccolo mostro con la favite alle stelle. Di buonumore io, scioccamente.
Le ore mattutine sono trascorse nevrastenicamente fra le quattro mura domestiche, con me che con una mano facevo la pompetta a piccolo mostro primogenito, con una mano reggevo piccolomostro frignante e sclerotica contro la gonnellina che le calava sulle ginocchia, con un occhio godevo, obbligata, della vista molecolare di una foglia di basilico, di un pelo di Tobi che sembra uno spaghetto!, di un ragnetto morto, di un moscerino morto, con una mano ramazzavo l'impensabile prodotto da Tobi, con una mano accompagnavo 12.347 volte piccolo mostro in bagno per creare nella sua piccola testolina la felice associazione bisognini-bagno. Elastigirl mi fa un baffo.
Per fortuna, abbiamo pranzato con l'amico J. e la famiglia e ci siamo tutte stemperate, l'unico Tobi, a casa, in solitudine, che ha continuato a continuare, diciamo così. Abbiamo riso e abbiamo ritrovato l'amico J. come non lo vedevamo da anni. In forma smagliante, versione Sandokan. Che piacere.
I piccoli mostri hanno con soddisfazione appreso dalla figlia dell'amico J. un nuovo verso, un bleh bleh bleh ripetuto con tutta la lingua di fuori un'infinità di volte, e se ne sono venute contente.
Il pomeriggio è trascorso dilettevole fra colori e disegni. E i risultati del mio buonumore sono qui, alla vostra destra.
Fra poco scatta il nuovo anno, leggevo, quindi giù con buoni propositi, aspettative, coppe di champagne. Cin cin!
Vado a leggermi L'età dell'oro. Prima o poi lo finirò.
martedì 26 agosto 2008
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
C'era Dr. J, indimenticato cestista dei Philadelphia 76ers, e c'era Mr. J delle Jefferson Cleaners ("sette lavanderie, una vicino a te"). Come "amico J." sono quindi in ottima compagnia. Ma quel giorno non ero in versione Sandokan, bensì impersonavo il seravezzino Enegildo Frediani, noto in Africa ed "amongst the Arabs" col nome di Amiro.
RispondiEliminacaro amico J,
RispondiEliminatu capisci che se avessi fatto riferimento al seravezzino Enegildo Frediani, alias Amiro, non tutti i miei internazionali lettori avrebbero capito! [;-P]
Pensa al povero di Mountain view! Che ne sa lui dei seravezzini! Sandokan è più global, isn't it??
eh eh
Enegildo Frediani è persona di altissimo riguardo. E con lui il suo compare bellunese/fiorentino Girolamo Segàto, pietrificatore di cadaveri. Se il mio Spall avrà il successo che merita (ahimè, non l'hai recensito, e forse neppure letto !) pubblicherò un resoconto delle loro interessanti vite. Sandokan sarà più global, ma Frediani è più local, isn't he ?
RispondiEliminaCarissimo, lo lessi, lo lessi.
RispondiEliminaTe ne volevo parlare giusto a quell'incontro sulla Morin Avenue, ma mi passò causa incanutimento dei pochi neuroni. E recensirlo, che faccio? Invoglio le persone, quando per loro non sarà possibile averne una copia nè numerata arabicamente nè romanamente??
Trattandosi di opera fuori commercio e per di più edita presso l'autore, essa è di difficile reperimento. Capisco quindi la tua ritrosìa nel recensirla; del resto, quando si ha un pubblico di lettori è bene non inimicarselo. Ti saluto, ma non arabicamente nè - per l'amor di Dio - romanamente.
RispondiEliminaJ