lunedì 29 settembre 2008
It started
Ho iniziato l'avventura nel corso serale. Alcuni studenti sono più vecchi di me e fa un po' impressione, non c'è che dire.
Però alla grande. L'intervallo suona dalle 18.40 alle 18.50. E già questo è un dato certo.
Una segretaria mi ha vomitato addosso tutta la sua frustrazione dell'essere lì alle 7 di sera, essendo entrata alle 7 la mattina, e io che mi credevo, entrando ilare e trullare a chiedere una scheda per le fotocopie alle 7 della sera? Voglio forse succhiarle il sangue? LEvarle l'aria? Eh? MAh..veramente solo una scheda. Eh no. Così non ci siamo, e quando è troppo è troppo, e se non ne può più, non ne può più. E certo. Non fa una piega. Mi scuso. Ci mancherebbe.
Vi adoro
No, scusate, io vi adoro.
Perchè venite qui, e già ce ne sarebbero da dire, ma non solo, venite qui, vedete i miei link, li seguite generosamente e oplà arrivate alla libreria VUOTA di una demente [la demente che seguite].
Cioè, nella libreria avevo messo 3-4 libri, non di più, ma se per quelli, almeno e magari, sbloccavo l'opzione privacy e vi permettevo di vederli...
E voi, che con pudore non me lo fate presente, che silenziosamente pensate ma questa [demente] che fa?, ma non dite niente, vi adoro!
AHAHAH, rido della mia demenza, scusatela. :-D
Perchè venite qui, e già ce ne sarebbero da dire, ma non solo, venite qui, vedete i miei link, li seguite generosamente e oplà arrivate alla libreria VUOTA di una demente [la demente che seguite].
Cioè, nella libreria avevo messo 3-4 libri, non di più, ma se per quelli, almeno e magari, sbloccavo l'opzione privacy e vi permettevo di vederli...
E voi, che con pudore non me lo fate presente, che silenziosamente pensate ma questa [demente] che fa?, ma non dite niente, vi adoro!
AHAHAH, rido della mia demenza, scusatela. :-D
domenica 28 settembre 2008
nè carne nè pesce
Mi si è detto - ieri-: "Sei come una nel Biafra che davanti a un piatto di pesce fritto dice - Oddio, il pesce fritto mi rimane un po' pesante, le scaloppine ci sarebbero mica?".
Neanche, perchè la carne non la mangio.
Già, due palle - mi si è detto.
Neanche, perchè la carne non la mangio.
Già, due palle - mi si è detto.
venerdì 26 settembre 2008
De indolĭbus
Piccolomostroprimogenito, melliflua : "Ehi piccolomostro, mi dai un bacino?"
Piccolomostro: "No!"
Piccolomostroprimogenito, caramellosa: "Allora mi fai una carezzina, piccolo mostro?"
Piccolomostro: "No!"
Piccolomostroprimogenito, affettuosa"Dai, fammi una carezzina!"
Piccolomostro: "No!"
[...]
Piccolomostroprimogenito, frignante: "MAMMAAAAA, piccolomostro mi ha dato un pugno!"
Piccolomostro: "No!"
Piccolomostroprimogenito, caramellosa: "Allora mi fai una carezzina, piccolo mostro?"
Piccolomostro: "No!"
Piccolomostroprimogenito, affettuosa"Dai, fammi una carezzina!"
Piccolomostro: "No!"
[...]
Piccolomostroprimogenito, frignante: "MAMMAAAAA, piccolomostro mi ha dato un pugno!"
Che dire...
Si sta avvicinando a grandi falcate il 30 ed io non è che abbia prodotto un granchè.
Ma ieri, 29 settembre, seduta in quel caffè io non pensavo a te, guardavo il mondo che girava intorno a me.
Preparate le roncole.
Del resto - i pantaloni, - che stanno tornando di moda a zampa di elefante. - Urrà.
Si sta avvicinando a grandi falcate il 30 ed io non è che abbia prodotto un granchè.
Ma ieri, 29 settembre, seduta in quel caffè io non pensavo a te, guardavo il mondo che girava intorno a me.
Preparate le roncole.
Del resto - i pantaloni, - che stanno tornando di moda a zampa di elefante. - Urrà.
mercoledì 24 settembre 2008
martedì 23 settembre 2008
Due cose.
1.
Non sono esaurita. Cioè, si, ma fino a un certo punto, ecco.
No perchè qui stanno iniziando ad arrivare cenni di compassione, voci di incoraggiamento, patte sulle spalle, che insomma, che vi devo dire, un po' di allegria me la mettono.
Stamani, impacchettati e spediti i mostri, caffè in mano, mi siedo alla scrivania per il mio momento di relax.
Controllo i miei preferiti, la posta, il giornale, accedo come un automa su FB e TAC! mi arriva in chat:
C. Ciao Dania, come stai?
D. Bene! Alla grande! E tu?
C. blablabla... Dove sono i mostri?
D. All'asilo, entrambe!
C. Ah capisco. Quindi stai bene perchè i mostri sono all'asilo, capisco. ...
D. Va bè, si, un'ora d'aria mi fa bene. [faccine complici e ironiche]
C. Ho letto le paranoie sul tuo blog.
D. [bravo un accesso in più fa sempre comodo nella lotta contro S. ;-) ]
C. Stai tranquilla che è tutto ok, è la vita. [pat...pat]
D.Certo, lo so! Ma io scherzo, sdrammatizzo! [faccine complici e ironiche]
C. [...hmm...]
D. [Orpola, qualcosa mi dice che non mi crede.]
C. No perchè è la vita che è così e cosà e colà. E' normale, eh?
D. Certo! [faccinaconl'occhiolino]
C. Senti, ma perchè non vai in ferie? Io sono direttore di questo qui e di questo qua, e poi di quello là e di codesto costì, ti potrei fare un po' di sconto... mandami una mail!
D. Ah, magari allora una volta ne approfitto.
C. Eh si, ma mandami una mail davvero.
D. [?]
C. Ma tua sorella è a Firenze? [= tu hai bisogno di qualcuno, devi sfogarti!]
D. Eh si...
...
C. Via ci si sente. Ma tirati su.
D. Ma io sono su!
Sto alla grande!! [sembro tipo gli alcolisti anonimi quando negano il problema??]
C. Ah va bè. [se lo dici tu] Ok.
Quindi vorrei confermare e smentire. Sono un po' isterica. Ma sto alla grande.
Adesso poi che rientro anche con la punta dell'alluce sinistro nel mondo del lavoro, e lavorerò come una matta, chi mi tiene più..
2.
Vorrei inaugurare una sezione dedicata alle citazioni.
Quest'oggi, tanto per restare in tema:
"Meglio un blog oggi che un prozac domani." [Nonmiricordolafonte] [l'horitrovata the italian mom]
1.
Non sono esaurita. Cioè, si, ma fino a un certo punto, ecco.
No perchè qui stanno iniziando ad arrivare cenni di compassione, voci di incoraggiamento, patte sulle spalle, che insomma, che vi devo dire, un po' di allegria me la mettono.
Stamani, impacchettati e spediti i mostri, caffè in mano, mi siedo alla scrivania per il mio momento di relax.
Controllo i miei preferiti, la posta, il giornale, accedo come un automa su FB e TAC! mi arriva in chat:
C. Ciao Dania, come stai?
D. Bene! Alla grande! E tu?
C. blablabla... Dove sono i mostri?
D. All'asilo, entrambe!
C. Ah capisco. Quindi stai bene perchè i mostri sono all'asilo, capisco. ...
D. Va bè, si, un'ora d'aria mi fa bene. [faccine complici e ironiche]
C. Ho letto le paranoie sul tuo blog.
D. [bravo un accesso in più fa sempre comodo nella lotta contro S. ;-) ]
C. Stai tranquilla che è tutto ok, è la vita. [pat...pat]
D.Certo, lo so! Ma io scherzo, sdrammatizzo! [faccine complici e ironiche]
C. [...hmm...]
D. [Orpola, qualcosa mi dice che non mi crede.]
C. No perchè è la vita che è così e cosà e colà. E' normale, eh?
D. Certo! [faccinaconl'occhiolino]
C. Senti, ma perchè non vai in ferie? Io sono direttore di questo qui e di questo qua, e poi di quello là e di codesto costì, ti potrei fare un po' di sconto... mandami una mail!
D. Ah, magari allora una volta ne approfitto.
C. Eh si, ma mandami una mail davvero.
D. [?]
C. Ma tua sorella è a Firenze? [= tu hai bisogno di qualcuno, devi sfogarti!]
D. Eh si...
...
C. Via ci si sente. Ma tirati su.
D. Ma io sono su!
Sto alla grande!! [sembro tipo gli alcolisti anonimi quando negano il problema??]
C. Ah va bè. [se lo dici tu] Ok.
Quindi vorrei confermare e smentire. Sono un po' isterica. Ma sto alla grande.
Adesso poi che rientro anche con la punta dell'alluce sinistro nel mondo del lavoro, e lavorerò come una matta, chi mi tiene più..
2.
Vorrei inaugurare una sezione dedicata alle citazioni.
Quest'oggi, tanto per restare in tema:
"Meglio un blog oggi che un prozac domani." [Nonmiricordolafonte] [l'horitrovata the italian mom]
lunedì 22 settembre 2008
Dlin. Dlon.
Notizia bella: ho 3 ore (3! sticazz') ad un serale! Festa!!
Notizia brutta: sono malata. :-S
Tutta la notte a contorcermi dal mal d'ossa, da un freddo bestiale, dalla febbre alta e dalla smania a bomba mille (ahahah a bomba mille era un modo di dire che aveva un folle che faceva l'università con me).
Va bè, sono alla frutta.
Il Mancio mi odia.
Dlin. Dlon.
.
Notizia bella: ho 3 ore (3! sticazz') ad un serale! Festa!!
Notizia brutta: sono malata. :-S
Tutta la notte a contorcermi dal mal d'ossa, da un freddo bestiale, dalla febbre alta e dalla smania a bomba mille (ahahah a bomba mille era un modo di dire che aveva un folle che faceva l'università con me).
Va bè, sono alla frutta.
Il Mancio mi odia.
Dlin. Dlon.
.
sabato 20 settembre 2008
Non so. Non ho idee precise sull'argomento, ma in prima battuta se mi chiedessero che senso abbia a mio parere la vita di una persona, direi che esso risiede come minimo nelle cose che quella persona ha fatto/detto/pensato/visto/letto/ascoltato/amato nella sua vita.
Anche nelle cose in cui, in un certo momento, ha smesso di avere fiducia o di credere, o in quelle per le quali ha perso il gusto o l'interesse, perchè tutte hanno fatto parte della sua storia, la storia che l'ha resa quello che è, che l'ha portata lì piuttosto che là.
Se mi interrogo sul significato della vita me la immagino, per darle un senso minimo, come una lunga strada. Tu parti da qui e arrivi là. Nel tragitto ti vesti di oggetti, accessori, fantasie, musiche, affetti.
E cambi, evolvi, involvi, cresci, salti avanti e a volte torni anche indietro, per dei motivi e delle colpe, tue o di altri.
E i ricordi, le sensazioni, le emozioni le collezioni tutte in una valigia che porti con te per tutto il viaggio.
E alla fine della strada sei lì con una valigia in mano, pronto a partire di nuovo per andare in qualche sconosciuta direzione e approdare a una meta. Ignota, ma rassicurante per chi ha fede, indifferente per chi pensa che nella valigia stia la fine o il senso, esfoliante per chi pensa che il significato del tutto risieda nell'anima, che finalmente libera della zavorra corporea potrà librarsi in volo, ricca e leggera ed eterna.
E' un'immagine che rassicura, perchè è umana: parti, viaggi e arrivi. Solo la destinazione è ignota, ma questo è sopportabile.
Esistono malattie che verso la fine del viaggio fanno perdere il senso e la rotta. Malattie che annebbiano i ricordi, le persone, gli oggetti. Che offuscano la vita vissuta e con essa il te-stesso. La tua identità. La tua essenza.
Malattie che si nutrono del bagaglio di volti cari, di parole dette e lette, dei ricordi, della musica, dei sorrisi e del dolore di una vita.
Che restituiscono al traguardo della vita ombre di esistenze reali, sagome di un qualcosa che è stato e che non è più e che ha perso il bagaglio del viaggio. E senza bagaglio, non c'è più niente.
Rimangono gli altri a raccontare di te. Della parte che di te hanno assaporato. Parziale. Incompleta.
Chissà a quel punto quale anima proceda il viaggio, se quella del prima o quella del dopo.
Quella ricca, immortalata a un passo dal traguardo, prima del niente, o la sagoma del dopo, quella che ha una valigia vuota.
Il mio rassicurante software dell'esistenza, quella comoda sequenza in cui nasci, vivi, muori e poi prosegui ricco di esperienza e di vita vissuta, qui ha un baco.
Qualche anno fa uscì un film, Iris di Richard Eyre, che raccontava la storia della scrittrice inglese Iris Murdoch, una donna entusiasta, sfrontata, provocatoria. Una donna che ha terminato la sua esistenza nelle nebbie dell'Alzheimer.
Un film molto bello, delicato, drammatico, tratto dal libro Elegy for Iris, scritto dal marito di lei, John Bayley che in quelle pagine dà la sensazione di voler raccontare l'anima che gli era cara, per riempirla lui quella valigia vuota, con le sensazioni e le emozioni che ha fatto proprie nello stesso viaggio, a fianco a lei.
Domani, invece, in Francia uscirà il film-documentario di Nicolas Baulieu su Annie Girardot. Energica, forte, di una bellezza straordinaria ma non folgorante, la Nadia di Rocco e i suoi fratelli di Visconti, a 77 anni ha la mente che combatte con l'oscurità vischiosa dell'Alzheimer.
L'occhio spietato della telecamera si è insinuato nei suoi ultimi vani tentativi di raccapezzarsi in un' esistenza che le sta sfuggendo di mano. Un occhio che per lei e su di lei hanno aperto altri. Un occhio che la scruta dal fuori, come un povero animale di laboratorio. Che documenta. Un documentario della malattia dell'attrice. Un occhio che sadicamente ha estorto un consenso già dimenticato.
"Forse avrà un valore per chi soffre della malattia e potrebbe essere un mezzo per convivere con essa. Personalmente ne dubito." dice Maria Pia Fusco
Ne dubito anch'io, dirò.
Anche nelle cose in cui, in un certo momento, ha smesso di avere fiducia o di credere, o in quelle per le quali ha perso il gusto o l'interesse, perchè tutte hanno fatto parte della sua storia, la storia che l'ha resa quello che è, che l'ha portata lì piuttosto che là.
Se mi interrogo sul significato della vita me la immagino, per darle un senso minimo, come una lunga strada. Tu parti da qui e arrivi là. Nel tragitto ti vesti di oggetti, accessori, fantasie, musiche, affetti.
E cambi, evolvi, involvi, cresci, salti avanti e a volte torni anche indietro, per dei motivi e delle colpe, tue o di altri.
E i ricordi, le sensazioni, le emozioni le collezioni tutte in una valigia che porti con te per tutto il viaggio.
E alla fine della strada sei lì con una valigia in mano, pronto a partire di nuovo per andare in qualche sconosciuta direzione e approdare a una meta. Ignota, ma rassicurante per chi ha fede, indifferente per chi pensa che nella valigia stia la fine o il senso, esfoliante per chi pensa che il significato del tutto risieda nell'anima, che finalmente libera della zavorra corporea potrà librarsi in volo, ricca e leggera ed eterna.
E' un'immagine che rassicura, perchè è umana: parti, viaggi e arrivi. Solo la destinazione è ignota, ma questo è sopportabile.
Esistono malattie che verso la fine del viaggio fanno perdere il senso e la rotta. Malattie che annebbiano i ricordi, le persone, gli oggetti. Che offuscano la vita vissuta e con essa il te-stesso. La tua identità. La tua essenza.
Malattie che si nutrono del bagaglio di volti cari, di parole dette e lette, dei ricordi, della musica, dei sorrisi e del dolore di una vita.
Che restituiscono al traguardo della vita ombre di esistenze reali, sagome di un qualcosa che è stato e che non è più e che ha perso il bagaglio del viaggio. E senza bagaglio, non c'è più niente.
Rimangono gli altri a raccontare di te. Della parte che di te hanno assaporato. Parziale. Incompleta.
Chissà a quel punto quale anima proceda il viaggio, se quella del prima o quella del dopo.
Quella ricca, immortalata a un passo dal traguardo, prima del niente, o la sagoma del dopo, quella che ha una valigia vuota.
Il mio rassicurante software dell'esistenza, quella comoda sequenza in cui nasci, vivi, muori e poi prosegui ricco di esperienza e di vita vissuta, qui ha un baco.
Qualche anno fa uscì un film, Iris di Richard Eyre, che raccontava la storia della scrittrice inglese Iris Murdoch, una donna entusiasta, sfrontata, provocatoria. Una donna che ha terminato la sua esistenza nelle nebbie dell'Alzheimer.
Un film molto bello, delicato, drammatico, tratto dal libro Elegy for Iris, scritto dal marito di lei, John Bayley che in quelle pagine dà la sensazione di voler raccontare l'anima che gli era cara, per riempirla lui quella valigia vuota, con le sensazioni e le emozioni che ha fatto proprie nello stesso viaggio, a fianco a lei.
Domani, invece, in Francia uscirà il film-documentario di Nicolas Baulieu su Annie Girardot. Energica, forte, di una bellezza straordinaria ma non folgorante, la Nadia di Rocco e i suoi fratelli di Visconti, a 77 anni ha la mente che combatte con l'oscurità vischiosa dell'Alzheimer.
L'occhio spietato della telecamera si è insinuato nei suoi ultimi vani tentativi di raccapezzarsi in un' esistenza che le sta sfuggendo di mano. Un occhio che per lei e su di lei hanno aperto altri. Un occhio che la scruta dal fuori, come un povero animale di laboratorio. Che documenta. Un documentario della malattia dell'attrice. Un occhio che sadicamente ha estorto un consenso già dimenticato.
"Forse avrà un valore per chi soffre della malattia e potrebbe essere un mezzo per convivere con essa. Personalmente ne dubito." dice Maria Pia Fusco
Ne dubito anch'io, dirò.
giovedì 18 settembre 2008
Ho assolutamente bisogno di un life coach. Ce n'è uno in giro??
Oggi, con un mal di testa feroce, un piccolo mostro che non ha voluto dormire nemmeno un nanosecondo, devo prendere la decisione del secolo.
No, spiego.
Alla fine mi hanno chiamato da una scuola. 5 ore settimanali a Castelnuovo. A Castelnuovo: 1 h e mezzo di macchina da qui, dove in inverno c'è la neve e il ghiaccio.
Ora lo so che state pensando - E che cazzo Dania, hai rotto le sacche per giorni col tuo stress da disoccupazione e ora...-
Vero, verissimo. Fustigatemi, ma capitemi.
5 ore equivalgono a una classe. 1 ora di lezione a mattina. Impiego 1,5 h per arrivare, lavoro 1h e poi un'altra ora e mezza per andare a casa.
Uno può dire: puoi completare l'orario con qualcos'altro se arriva.
E si, ma è praticamente impossibile poi. Che faccio? castelnuovo-versilia-castelnuovo per le varie riunioni pomeridiane? E' impossibile. Nemmeno fossi Niki Lauda.
Che faccio, visto che sono la prima, azzardo il rifiuto sperando in qualcosa di più vicino? O è troppo rischioso?
Ovvio che a Castelnuovo andrei solo per la gloria perchè lo stipendio di 5 ore lo metto tutto in pedaggio e carburante.
Mi fuma il cervello.
Non sono una che ha i maroni per prendere delle decisioni.
In più, e vi giuro non lo dico per essere compatita, le decisioni che riguardano me stessa le canno tutte. Tutte tutte.
Per questo, sostiene il Mancio, sono utilissima quando servono consigli agli altri, perchè le cavolate le ho già tutte sperimentate sulla mia pelle.
H.E.L.P.
Oggi, con un mal di testa feroce, un piccolo mostro che non ha voluto dormire nemmeno un nanosecondo, devo prendere la decisione del secolo.
No, spiego.
Alla fine mi hanno chiamato da una scuola. 5 ore settimanali a Castelnuovo. A Castelnuovo: 1 h e mezzo di macchina da qui, dove in inverno c'è la neve e il ghiaccio.
Ora lo so che state pensando - E che cazzo Dania, hai rotto le sacche per giorni col tuo stress da disoccupazione e ora...-
Vero, verissimo. Fustigatemi, ma capitemi.
5 ore equivalgono a una classe. 1 ora di lezione a mattina. Impiego 1,5 h per arrivare, lavoro 1h e poi un'altra ora e mezza per andare a casa.
Uno può dire: puoi completare l'orario con qualcos'altro se arriva.
E si, ma è praticamente impossibile poi. Che faccio? castelnuovo-versilia-castelnuovo per le varie riunioni pomeridiane? E' impossibile. Nemmeno fossi Niki Lauda.
Che faccio, visto che sono la prima, azzardo il rifiuto sperando in qualcosa di più vicino? O è troppo rischioso?
Ovvio che a Castelnuovo andrei solo per la gloria perchè lo stipendio di 5 ore lo metto tutto in pedaggio e carburante.
Mi fuma il cervello.
Non sono una che ha i maroni per prendere delle decisioni.
In più, e vi giuro non lo dico per essere compatita, le decisioni che riguardano me stessa le canno tutte. Tutte tutte.
Per questo, sostiene il Mancio, sono utilissima quando servono consigli agli altri, perchè le cavolate le ho già tutte sperimentate sulla mia pelle.
H.E.L.P.
mercoledì 17 settembre 2008
Allora, stamattina ho avuto un memento di quanto noi umani ci si categorizzi di fronte a tutto ciò che non ci riguarda direttamente, prendendo posizioni rigide e aspre, salvo poi repentinissimamente sfffiiup cambiare posizione e punto di vista se quanto sostenuto fino a un momento prima comincia a danneggiare il nostro proprio orticello.
Ero all'asilo a prendere piccolo mostro primogenito e stavo amabilmente conversando con una delle sue maestre circa i provvedimenti della nuova ministra, che oltre a colpirmi direttamente e a farmi girare le balle mica da ridere, condivido fino a un certo punto. Si parlava amabilmente delle varie questioni, che non sto qui a riportare per evitare un tedio generalizzato [semmai, se proprio ci tenete a sapere la mia opinione mandatemi una mail, eh! (ma non tutti insieme, mi raccomando, che poi è un casino rispondere a tutti)], insomma si conversava, quando una maestra di un'altra classe, senza nè essere chiamata in causa, nè tantomeno sapere quali fossero le nostre posizioni al riguardo, nè i nodi della conversazione, nè niente, ha iniziato a sproloquiare dicendo con fare leonino che "E' giusto, è giusto! Ah si, io sono a favore, a FAVORE del 7 in condotta, del maestro unico, della grammatica, che va studiata, capito??".
Animosa a bestia.
Con delicatezza ho cercato di farle presente che non eravamo lì a contestare quel che di giusto venisse proposto, bensì tutte le corollarie milioni di cazzate che sta mettendo in atto la ministra. A mio parere, beninteso.
"Ah, no no. Va bene così, io sono a favore, a FAVORE del 7 in condotta, del maestro unico, della grammatica, che va studiata, capito??"
Si, ho capito, ma ci sarà anche il problema di tutti gli esuberi. Che fanno, licenziano le persone?
"Pazienza. Staranno a casa. Io sono a favore del 7 in condotta e del blablabla".
Aridaje.
"Eh... ma anche per le scuole materne è previsto il maestro unico e la riduzione di orario e allora..."
Non faccio in tempo a finire la frase che il leone s'è trasformato in agnellino che dice:
"Ah no, eh! La scuola dell'infanzia non si tocca! Eh no, no no, non è possibile! Ci mancherebbe altro! Figurarsi! (òra po' davero - per chi conosce lo slang)"
Ma come? Non era a favore di tutte le novità? Del maestro unico e del blablabla??
Certo che siamo proprio strani.
Comunque, ciò detto, ho alcune comunicazioni di servizio.
1. Mi fisso. E alla grande. Mi fa impazzire che il link che ho messo non funzioni con tutti i browser, per questo metto un nuovo link all'mp3. L'ultimo. Giuro.
2.[omissis]
3. [omissis]
4. [omissis]
Che poi uno ci crede.
Ero all'asilo a prendere piccolo mostro primogenito e stavo amabilmente conversando con una delle sue maestre circa i provvedimenti della nuova ministra, che oltre a colpirmi direttamente e a farmi girare le balle mica da ridere, condivido fino a un certo punto. Si parlava amabilmente delle varie questioni, che non sto qui a riportare per evitare un tedio generalizzato [semmai, se proprio ci tenete a sapere la mia opinione mandatemi una mail, eh! (ma non tutti insieme, mi raccomando, che poi è un casino rispondere a tutti)], insomma si conversava, quando una maestra di un'altra classe, senza nè essere chiamata in causa, nè tantomeno sapere quali fossero le nostre posizioni al riguardo, nè i nodi della conversazione, nè niente, ha iniziato a sproloquiare dicendo con fare leonino che "E' giusto, è giusto! Ah si, io sono a favore, a FAVORE del 7 in condotta, del maestro unico, della grammatica, che va studiata, capito??".
Animosa a bestia.
Con delicatezza ho cercato di farle presente che non eravamo lì a contestare quel che di giusto venisse proposto, bensì tutte le corollarie milioni di cazzate che sta mettendo in atto la ministra. A mio parere, beninteso.
"Ah, no no. Va bene così, io sono a favore, a FAVORE del 7 in condotta, del maestro unico, della grammatica, che va studiata, capito??"
Si, ho capito, ma ci sarà anche il problema di tutti gli esuberi. Che fanno, licenziano le persone?
"Pazienza. Staranno a casa. Io sono a favore del 7 in condotta e del blablabla".
Aridaje.
"Eh... ma anche per le scuole materne è previsto il maestro unico e la riduzione di orario e allora..."
Non faccio in tempo a finire la frase che il leone s'è trasformato in agnellino che dice:
"Ah no, eh! La scuola dell'infanzia non si tocca! Eh no, no no, non è possibile! Ci mancherebbe altro! Figurarsi! (òra po' davero - per chi conosce lo slang)"
Ma come? Non era a favore di tutte le novità? Del maestro unico e del blablabla??
Certo che siamo proprio strani.
Comunque, ciò detto, ho alcune comunicazioni di servizio.
1. Mi fisso. E alla grande. Mi fa impazzire che il link che ho messo non funzioni con tutti i browser, per questo metto un nuovo link all'mp3. L'ultimo. Giuro.
2.[omissis]
3. [omissis]
4. [omissis]
Che poi uno ci crede.
martedì 16 settembre 2008
Mi sento come un palloncino pieno d'aria che dovrebbe volare nel cielo ed invece è legato ad un filo e sta per scoppiare. Nel senso che avrei un sacco di energie da investire a scuola, energie e entusiasmo accumulati negli anni della SSIS, da tutte le cose interessanti che mi sono state insegnate, nei corsi di perfezionamento, nelle esperienze che mi sono fatta in questi primi anni di insegnamento con i ragazzi che ho conosciuto, con i colleghi, un sacco di energie positive che vorrei investire e invece non posso, perchè sono a casa, a piedi per tutti i tagli e gli stravolgimenti pensati e attuati dalla nostra ministra e non sapendo cosa fare, per non scoppiare butto le mie energie nel malumore e nell'isteria.
Alla grande.
Alla grande.
Riprovo.
Clicca sul link per un assaggio (sempre saltellante) degli Shaman's, gruppo del Mancio,
Come in un trip
[2003] Shaman's sundays
Niente. NCS - non ci siamo (alla Zampetti).
Una volta cliccato sul link, con Firefox appare subito una freccetta cliccando la quale parte l'mp3.
Con Opera9 appare la freccetta dopo essere stati inviati ad un link inesistente ed essere tornati indietro, ma la freccetta non fa partire un bel niente.
Con Explorer non appare nessuna freccetta.
Lunga vita a Firefox.
Clicca sul link per un assaggio (sempre saltellante) degli Shaman's, gruppo del Mancio,
Come in un trip
[2003] Shaman's sundays
Niente. NCS - non ci siamo (alla Zampetti).
Una volta cliccato sul link, con Firefox appare subito una freccetta cliccando la quale parte l'mp3.
Con Opera9 appare la freccetta dopo essere stati inviati ad un link inesistente ed essere tornati indietro, ma la freccetta non fa partire un bel niente.
Con Explorer non appare nessuna freccetta.
Lunga vita a Firefox.
lunedì 15 settembre 2008
Volevo fare la figa e scrivere
Clicca per un assaggio degli Shaman's sundays
e zac far partire l'mp3 di uno dei brani del gruppo del Mancio [vedi post precedente], ma ovviamente nel preciso momento in cui ho deciso di acquisire il wav dal CD si e' schiantato il lettore [adesso non va nemmeno piu', per la cronaca] e, nel frattempo, tanto per gradire, la tastiera ha deciso di iniziare a scrivere in americano. Indi ragion per cui addio lettere accentate e chissa' dove si trovano i simboli.
Comunqueeee...
cliccate qui se volete un assaggio [un po' saltante] degli Shaman's.
Se le stelle mi daranno tregua rimettero' la versione pulita.
Come in un trip [2003] Shaman's sundays
Aggiornamento delle 21.50: mi dicono che non solo è saltellante, ma appare il collegamento solo con Firefox. Mah, per me la cosa è un mistero. Vedrò cosa riesco a fare.
Clicca per un assaggio degli Shaman's sundays
e zac far partire l'mp3 di uno dei brani del gruppo del Mancio [vedi post precedente], ma ovviamente nel preciso momento in cui ho deciso di acquisire il wav dal CD si e' schiantato il lettore [adesso non va nemmeno piu', per la cronaca] e, nel frattempo, tanto per gradire, la tastiera ha deciso di iniziare a scrivere in americano. Indi ragion per cui addio lettere accentate e chissa' dove si trovano i simboli.
Comunqueeee...
cliccate qui se volete un assaggio [un po' saltante] degli Shaman's.
Se le stelle mi daranno tregua rimettero' la versione pulita.
Come in un trip [2003] Shaman's sundays
Aggiornamento delle 21.50: mi dicono che non solo è saltellante, ma appare il collegamento solo con Firefox. Mah, per me la cosa è un mistero. Vedrò cosa riesco a fare.
domenica 14 settembre 2008
Ieri io e il Mancio abbiamo fatto 5 anni di vita matrimoniale.
Accidenti. Sono tanti.
Oggi pensandoci rimanevo senza parole. Più che per i 1500epassa giorni vissuti insieme, nel bene e nel male, per quanto sia cambiata la nostra vita in 5 anni.
Un'altra casa, un altro lavoro, un solo piccolo mostro, nessun cane. Chiudo gli occhi e vedo una Dania un po' più giovane, un po' più magra, molto meno isterica accanto a un mancio un po' più magro, un po' più svagato. In braccio un piccolo mostro primogenito piccino piccino.
Una festa di quelle organizzate in 2 minuti, con tanti amici e zero fronzoli. Sui tavoli pane e nutella.
Colonna sonora il CD degli Shaman's sundays, il gruppo del Mancio, che proprio in quel periodo viveva i giorni di massimo splendore e colorava la nostra vita.
Un gruppo di rock-pop, o pop corn se si vuole. Che secondo me aveva anche delle potenzialità, sarà che ogni scarafone è bello a mamma sua. Peccato si sia sciolto.
Erano i tempi in cui il Mancio scriveva e componeva le canzoni e le dedicava alla sua Dania. O al piccolo mostro nella pancia o appena fuori.
Ieri, invece, nemmeno c'eravamo ricordati della ricorrenza.
Meno male che è suonato l'allarme del cellulare.
Qualcosa si è perduto, verrebbe da dire.
Speriamo che, nel frattempo, qualcosa d'altro si sia guadagnato, verrebbe da aggiungere.
E qualcosa c'è.
In mezzo al caos, alla mancanza di tempo cronica, alla vita che sembra sfuggire di mano, un mazzo di fiori che viene dai piccoli mostri, con un bigliettino dove piccolo mostro primogenito ha scritto, con incerta calligrafia, Eva e Alice.
Dolci, teneri, piccoli mostri.
Accidenti. Sono tanti.
Oggi pensandoci rimanevo senza parole. Più che per i 1500epassa giorni vissuti insieme, nel bene e nel male, per quanto sia cambiata la nostra vita in 5 anni.
Un'altra casa, un altro lavoro, un solo piccolo mostro, nessun cane. Chiudo gli occhi e vedo una Dania un po' più giovane, un po' più magra, molto meno isterica accanto a un mancio un po' più magro, un po' più svagato. In braccio un piccolo mostro primogenito piccino piccino.
Una festa di quelle organizzate in 2 minuti, con tanti amici e zero fronzoli. Sui tavoli pane e nutella.
Colonna sonora il CD degli Shaman's sundays, il gruppo del Mancio, che proprio in quel periodo viveva i giorni di massimo splendore e colorava la nostra vita.
Un gruppo di rock-pop, o pop corn se si vuole. Che secondo me aveva anche delle potenzialità, sarà che ogni scarafone è bello a mamma sua. Peccato si sia sciolto.
Erano i tempi in cui il Mancio scriveva e componeva le canzoni e le dedicava alla sua Dania. O al piccolo mostro nella pancia o appena fuori.
Ieri, invece, nemmeno c'eravamo ricordati della ricorrenza.
Meno male che è suonato l'allarme del cellulare.
Qualcosa si è perduto, verrebbe da dire.
Speriamo che, nel frattempo, qualcosa d'altro si sia guadagnato, verrebbe da aggiungere.
E qualcosa c'è.
In mezzo al caos, alla mancanza di tempo cronica, alla vita che sembra sfuggire di mano, un mazzo di fiori che viene dai piccoli mostri, con un bigliettino dove piccolo mostro primogenito ha scritto, con incerta calligrafia, Eva e Alice.
Dolci, teneri, piccoli mostri.
venerdì 12 settembre 2008
Eccoci.
Scrivo dal pc di mia sorella. Tutti dormono. Siamo sempre qui dopo il naufragio del nostro piccolo assaggio di vacanza. Ci riproveremo la prossima settimana, forse, a partire.
La prima volta che siamo venuti in trasferta da mia sorella - che bello avervi tutti qui! Fate come se foste a casa vostra! - mettemmo fuori uso il suo laptop, opera suprema di piccolo mostro primogenito, Tobi rosicchio' un pezzo di tappeto e sempre piccolo mostro primogenito, in fase di spannolinamento, urinò sul suo divano di stoffa dopo aver ridotto in mille pezzettini piccolissimi una stecchetta del suo letto.
Un successo. Tornate presto!

Da allora mia sorella trema al nostro arrivo e mette in salvo le cose più care. Dorina, la gatta, capito il pericolo di interagire con due piccoli mostri urlanti e sovraeccitati, in pratica non è più uscita da sotto il divano, se non durante la notte per studiare la situazione.
Invece ieri sera siamo stati a mangiare al Sedano Allegro, ovvero come coniugare alla perfezione la soddisfazione del palato con un'etica cruelty free. Se passate da Firenze e non siete di quelli che se non mangiano la bistecca rimangono con la sensazione di non aver cenato, provatelo. Io ho mangiato da Dio e in quantità industriale, tipo scrofa in pausa dieta.
Scrivo dal pc di mia sorella. Tutti dormono. Siamo sempre qui dopo il naufragio del nostro piccolo assaggio di vacanza. Ci riproveremo la prossima settimana, forse, a partire.
La prima volta che siamo venuti in trasferta da mia sorella - che bello avervi tutti qui! Fate come se foste a casa vostra! - mettemmo fuori uso il suo laptop, opera suprema di piccolo mostro primogenito, Tobi rosicchio' un pezzo di tappeto e sempre piccolo mostro primogenito, in fase di spannolinamento, urinò sul suo divano di stoffa dopo aver ridotto in mille pezzettini piccolissimi una stecchetta del suo letto.
Un successo. Tornate presto!

Da allora mia sorella trema al nostro arrivo e mette in salvo le cose più care. Dorina, la gatta, capito il pericolo di interagire con due piccoli mostri urlanti e sovraeccitati, in pratica non è più uscita da sotto il divano, se non durante la notte per studiare la situazione.
Invece ieri sera siamo stati a mangiare al Sedano Allegro, ovvero come coniugare alla perfezione la soddisfazione del palato con un'etica cruelty free. Se passate da Firenze e non siete di quelli che se non mangiano la bistecca rimangono con la sensazione di non aver cenato, provatelo. Io ho mangiato da Dio e in quantità industriale, tipo scrofa in pausa dieta.
giovedì 11 settembre 2008
Ne ho un'altra. Stesso Autore innominato.
Sono tornato dove ti incontrai.
Niente però è rispuntato in me.
Niente che valesse un indugio.
Forse avrei voluto rincontrarti,
non ora però, allora.
C'è il vuoto fra noi,
Il lungo spazio che hai frapposto all'amore.
Irraggiungibile oramai la dolce intesa.
Me ne sono tornate in mente anche altre. Ma mi fermò qui, prima di farvi desiderare che il prossimo acceleratore di particelle lo costruiscano a Forte dei Marmi e che Daniuccia per prima venga inghiottita nel buco nero.
A proposito: pare che per ora la terra sia salva.
Sono tornato dove ti incontrai.
Niente però è rispuntato in me.
Niente che valesse un indugio.
Forse avrei voluto rincontrarti,
non ora però, allora.
C'è il vuoto fra noi,
Il lungo spazio che hai frapposto all'amore.
Irraggiungibile oramai la dolce intesa.
Me ne sono tornate in mente anche altre. Ma mi fermò qui, prima di farvi desiderare che il prossimo acceleratore di particelle lo costruiscano a Forte dei Marmi e che Daniuccia per prima venga inghiottita nel buco nero.
A proposito: pare che per ora la terra sia salva.
E' da stamani che ho in mente una poesia.
Una poesia che riaffiora nella memoria dagli anni del liceo, da un librino stampato in proprio, che aveva scritto un amico del padre di un'amica.
La mia cara amica Irene.
Adoravamo quel poeta sconosciuto perchè narrava le emozioni che noi stesse vivevamo in quegli anni della nostra vita.
Chissà chi era. Non riesco a ricordarne il nome.
"Porto un fiore all'occhiello
io mendico di amore, di favole e di vento.
Nessuno mi ricorda,
nel mondo non ho amici,
ma un fiore non è poco per essere felici."
Una poesia che riaffiora nella memoria dagli anni del liceo, da un librino stampato in proprio, che aveva scritto un amico del padre di un'amica.
La mia cara amica Irene.
Adoravamo quel poeta sconosciuto perchè narrava le emozioni che noi stesse vivevamo in quegli anni della nostra vita.
Chissà chi era. Non riesco a ricordarne il nome.
"Porto un fiore all'occhiello
io mendico di amore, di favole e di vento.
Nessuno mi ricorda,
nel mondo non ho amici,
ma un fiore non è poco per essere felici."
mercoledì 10 settembre 2008
E' proprio vero che alle volte le cose da cui ci si aspetta di trarre al più una briciola di godimento si rivelano oltremodo piacevoli.
Si, ieri sera, nonostante le aspettative bassissime è stata una serata assai gradevole.
Mentre il Mancio accudiva i piccoli mostri aiutato dalla madre e dal fratello nei quali aveva cercato rinforzi (come dire, lasciatemelo dire, che quando sono sola con i mostri faccio il lavoro di tre persone, e scusassero se è poco), io mi sono concessa il lusso di truccarmi, mettere in ordine il fungo atomico e prepararmi con relativa calma.
Piccolo mostro primogenito, avvertendo l'eccezionalità della faccenda, al momento dei saluti ha voluto essere rassicurata:"Ma torni a casa, vero, mamma?"
E come che no?
"Ahime' si".
Programma della serata una pizzetta in quel di Pietrasanta con dopocena da decidersi.
La moglie di Mister Hide, mettendo da parte le sue personali follie, ci ha fatto sorridere con gli aneddoti sulle trasformazioni del Mister perchè, non so se lo sapete, non si finisce mai di conoscere le persone e non tutto quello che riluce è oro. Sua Signora della follia, pur in versione ilare e trullare, incuteva comunque un po' di timore perchè sembrava che se lo fosse mangiato Mister Hide, in un sol boccone, come il Lupo di Cappuccetto Rosso.
La sorella di Mortimer si è rivelata invece una donna molto molto gradevole. Colta, simpatica e riflessiva. L'aspetto è inquietante, ma la sostanza è sopraffina. Quindi direi che ci siamo.
Non abbiamo parlato nè di morti nè di cose che non conoscevamo. Ma solo di persone che mai abbiamo compreso e che mai comprenderemo. Donne, le nostre madri.
Ne potrei scrivere un libro, avessi le capacità. Nel frattempo mi sono ricordata che mi avevano consigliato la lettura di un libro La sindrome di Biancaneve di Colette Dowling.
L'avete letto? Chiederei.
Infine ho un blog da consigliare, neonato ma già rivelazione dell'universo italiano blog, Solus ad solam , di uno che la differenza fra essoterico e esoterico la conosce e non la cerca su garzantilinguistica.it . Mica come Daniuccia.
Che è solo per se stesso, ma se è su internet e c'ha le shinystat è un po' anche per gli altri.
Si, ieri sera, nonostante le aspettative bassissime è stata una serata assai gradevole.
Mentre il Mancio accudiva i piccoli mostri aiutato dalla madre e dal fratello nei quali aveva cercato rinforzi (come dire, lasciatemelo dire, che quando sono sola con i mostri faccio il lavoro di tre persone, e scusassero se è poco), io mi sono concessa il lusso di truccarmi, mettere in ordine il fungo atomico e prepararmi con relativa calma.
Piccolo mostro primogenito, avvertendo l'eccezionalità della faccenda, al momento dei saluti ha voluto essere rassicurata:"Ma torni a casa, vero, mamma?"
E come che no?
"Ahime' si".
Programma della serata una pizzetta in quel di Pietrasanta con dopocena da decidersi.
La moglie di Mister Hide, mettendo da parte le sue personali follie, ci ha fatto sorridere con gli aneddoti sulle trasformazioni del Mister perchè, non so se lo sapete, non si finisce mai di conoscere le persone e non tutto quello che riluce è oro. Sua Signora della follia, pur in versione ilare e trullare, incuteva comunque un po' di timore perchè sembrava che se lo fosse mangiato Mister Hide, in un sol boccone, come il Lupo di Cappuccetto Rosso.
La sorella di Mortimer si è rivelata invece una donna molto molto gradevole. Colta, simpatica e riflessiva. L'aspetto è inquietante, ma la sostanza è sopraffina. Quindi direi che ci siamo.
Non abbiamo parlato nè di morti nè di cose che non conoscevamo. Ma solo di persone che mai abbiamo compreso e che mai comprenderemo. Donne, le nostre madri.
Ne potrei scrivere un libro, avessi le capacità. Nel frattempo mi sono ricordata che mi avevano consigliato la lettura di un libro La sindrome di Biancaneve di Colette Dowling.
L'avete letto? Chiederei.
Infine ho un blog da consigliare, neonato ma già rivelazione dell'universo italiano blog, Solus ad solam , di uno che la differenza fra essoterico e esoterico la conosce e non la cerca su garzantilinguistica.it . Mica come Daniuccia.
Che è solo per se stesso, ma se è su internet e c'ha le shinystat è un po' anche per gli altri.
martedì 9 settembre 2008
A minuti una cena con la compagna di Mister Hide, sua Signora della Follia, con la sorella di Mortimer e con la di lei amica. Si parlerà di morti (forse viventi, ma verosimilmente no), di follie dell'ordinario vivere, di cose che non conosciamo. Quest'ultima la parte che prediligo.
Ognuna dirà la sua, senza possibilità di scambio o di commento.
Ognuna tornerà a casa esattamente come ne è partita.
Arricchimento zero.
Son tutta un fremito.
Ah dimenticavo la moglie di Nelson Munz, ci sarà anche lei. E meno male.
P.s. Il post di ieri ha avuto effetti collaterali diretti e indiretti, previsti e soprattutto imprevisti.
Embè.
P.p.s. Voglio fare un censimento per stabilire con esattezza quanti conoscono la differenza fra essoterico e esoterico e quanti pensano che il primo sia un errore di battitura del secondo.
Da questo, cari miei, la differenza.
Ognuna dirà la sua, senza possibilità di scambio o di commento.
Ognuna tornerà a casa esattamente come ne è partita.
Arricchimento zero.
Son tutta un fremito.
Ah dimenticavo la moglie di Nelson Munz, ci sarà anche lei. E meno male.
P.s. Il post di ieri ha avuto effetti collaterali diretti e indiretti, previsti e soprattutto imprevisti.
Embè.
P.p.s. Voglio fare un censimento per stabilire con esattezza quanti conoscono la differenza fra essoterico e esoterico e quanti pensano che il primo sia un errore di battitura del secondo.
Da questo, cari miei, la differenza.
lunedì 8 settembre 2008
L'età dell'oro
Ecco, volevo scrivere due righe su L'età dell'oro di Edoardo Nesi, ma sono interdetta.
Ho fatto un giro qua e là per vedere che se ne diceva in giro di questo romanzo e adesso più che una sequenza di boh...mah...hmm non mi viene.
Cioè, io, nel mio piccolo, godo o non godo di un libro allo stesso modo, o con poca differenza, di quanto faccio con un manicaretto ben cucinato. Ecco così che un Età dell'oro lo rappresento con una pizza di Athena o con un piatto di fagioli all'uccelletta. Non è che mi metto a vedere se l'acido citrico ha fatto a cazzotti con i mono e trigliceridi degli acidi grassi alimentari. Sono alla buona, ma giudico l'insieme. Il gusto nel palato e il senso nello stomaco.
E invece c'è chi l'arte la particellizza, chi la mette al microscopio. Chi cerca un'utilità in essa, chi pensa che ci siano storie che non meritano di essere raccontate. Chi cerca significati reconditi: orrori del vivere quotidiano, diagnosi sociali e politiche.
Ma uno scrittore, davvero quando scrive ha tutte queste intenzioni?
O si mette a scrivere per raccontare una storia, un contesto, uno stato d'essere.
Davvero uno scrittore vuol essere diagnostico? Indurre alla riflessione?
O sono conseguenze, queste, ineludibili all'atto di lettura, e che per questo appartengono a chi legge e non a chi scrive?
Mah.
Vi lascio alcuni link.
Io non so che dire, risposte non ne ho.
Bello, comunque, Ivo il Barrocciai.
http://www.corpo12.it/2006/01/29/recensioni/leta-delloro/
http://lospecchiodicarta.unipa.it/recensioni/etadelloro.htm
http://borislimpopo.wordpress.com/2008/02/19/edoardo-nesi-%E2%80%93-leta-delloro/
Ho fatto un giro qua e là per vedere che se ne diceva in giro di questo romanzo e adesso più che una sequenza di boh...mah...hmm non mi viene.
Cioè, io, nel mio piccolo, godo o non godo di un libro allo stesso modo, o con poca differenza, di quanto faccio con un manicaretto ben cucinato. Ecco così che un Età dell'oro lo rappresento con una pizza di Athena o con un piatto di fagioli all'uccelletta. Non è che mi metto a vedere se l'acido citrico ha fatto a cazzotti con i mono e trigliceridi degli acidi grassi alimentari. Sono alla buona, ma giudico l'insieme. Il gusto nel palato e il senso nello stomaco.
E invece c'è chi l'arte la particellizza, chi la mette al microscopio. Chi cerca un'utilità in essa, chi pensa che ci siano storie che non meritano di essere raccontate. Chi cerca significati reconditi: orrori del vivere quotidiano, diagnosi sociali e politiche.
Ma uno scrittore, davvero quando scrive ha tutte queste intenzioni?
O si mette a scrivere per raccontare una storia, un contesto, uno stato d'essere.
Davvero uno scrittore vuol essere diagnostico? Indurre alla riflessione?
O sono conseguenze, queste, ineludibili all'atto di lettura, e che per questo appartengono a chi legge e non a chi scrive?
Mah.
Vi lascio alcuni link.
Io non so che dire, risposte non ne ho.
Bello, comunque, Ivo il Barrocciai.
http://www.corpo12.it/2006/01/29/recensioni/leta-delloro/
http://lospecchiodicarta.unipa.it/recensioni/etadelloro.htm
http://borislimpopo.wordpress.com/2008/02/19/edoardo-nesi-%E2%80%93-leta-delloro/
domenica 7 settembre 2008
L'asilo dove si sta inserendo Piccolo mostro è carino e pulito. Le maestre sono angioletti con le ali e l'aureola. Tutti sorridono, l'ambiente è accogliente, il clima caldo e allegro.
Nel piccolo paradiso Piccolo mostro è entrata serena e fiduciosa, accolta dalla maestra Loretta, una fatina sorridente, e dalle altre collaboratrici, fatine sorridenti anche loro.
Lì i bimbi sono stimolati, curati, coccolati, seguiti.
Da una mamma isterica a una maestra fatina. Un salto mica da ridere per piccolo mostro.
Che kiul.
Fatina Loretta ha chiesto a me e al Mancio di scrivere due righe su Come è Piccolo mostro. Servirà a lei, - ha spiegato - per conoscere più aspetti di piccolo mostro e servirà a noi, alla fine del percorso, per confrontare Piccolo mostro come sarà fra un po' con piccolo mostro come era al suo ingresso, quando è uscita dal nido.
Questo è il mio. Da sostituire Eva con Piccolo mostro.
Eva è una bimba dolce e tosta.
E' dolce quando ti abbraccia stretta stretta e ti batte sulla schiena per dimostrarti il suo affetto, è dolce quando ti grida "guadda mamma" perchè tu guardi quello che sta combinando. E' dolce quando imita la sorella, in quello che dice, senza sapere di cosa stia parlando, e in quello che fa, goffamente, a suo modo. Ed è dolce quando ride e ti guarda perchè tu la stai guardando, mentre combina un disastro.
Eva è una capa tosta: il suo no è assolutamente no e il suo si è adesso e subito.
Perchè Eva non è una bimba paziente. Non è una bimba con cui tu puoi venire a patti. Eva ha delle urgenze e deve risolverle alla svelta. E possibilmente da sola.
Una delle prime locuzioni che Eva ha imparato è stata: " LA EDA", a dire: faccio da sola.
Eva ama la musica, e muoversi al ritmo di essa.
Eva è golosa e non abitudinaria.
Eva non ama la televisione, perchè Eva preferisce agire. E preferisce farlo all'aperto, o comunque fuori, nel mondo.
Nella natura Eva trova la sua espressione. Negli alberi, negli uccelli in volo, nei fiori, nei gatti, nei cani, nei cavalli, nel mondo che la circonda Eva prende gusto alla vita.
Proporre una passeggiata a Eva è conquistare il suo piccolo cuore.
Eva è irrazionale, lunatica, appassionata, emozionale, indipendente.
Eva è una bimba colorata.
Nel piccolo paradiso Piccolo mostro è entrata serena e fiduciosa, accolta dalla maestra Loretta, una fatina sorridente, e dalle altre collaboratrici, fatine sorridenti anche loro.
Lì i bimbi sono stimolati, curati, coccolati, seguiti.
Da una mamma isterica a una maestra fatina. Un salto mica da ridere per piccolo mostro.
Che kiul.
Fatina Loretta ha chiesto a me e al Mancio di scrivere due righe su Come è Piccolo mostro. Servirà a lei, - ha spiegato - per conoscere più aspetti di piccolo mostro e servirà a noi, alla fine del percorso, per confrontare Piccolo mostro come sarà fra un po' con piccolo mostro come era al suo ingresso, quando è uscita dal nido.
Questo è il mio. Da sostituire Eva con Piccolo mostro.
Eva è una bimba dolce e tosta.
E' dolce quando ti abbraccia stretta stretta e ti batte sulla schiena per dimostrarti il suo affetto, è dolce quando ti grida "guadda mamma" perchè tu guardi quello che sta combinando. E' dolce quando imita la sorella, in quello che dice, senza sapere di cosa stia parlando, e in quello che fa, goffamente, a suo modo. Ed è dolce quando ride e ti guarda perchè tu la stai guardando, mentre combina un disastro.
Eva è una capa tosta: il suo no è assolutamente no e il suo si è adesso e subito.
Perchè Eva non è una bimba paziente. Non è una bimba con cui tu puoi venire a patti. Eva ha delle urgenze e deve risolverle alla svelta. E possibilmente da sola.
Una delle prime locuzioni che Eva ha imparato è stata: " LA EDA", a dire: faccio da sola.
Eva ama la musica, e muoversi al ritmo di essa.
Eva è golosa e non abitudinaria.
Eva non ama la televisione, perchè Eva preferisce agire. E preferisce farlo all'aperto, o comunque fuori, nel mondo.
Nella natura Eva trova la sua espressione. Negli alberi, negli uccelli in volo, nei fiori, nei gatti, nei cani, nei cavalli, nel mondo che la circonda Eva prende gusto alla vita.
Proporre una passeggiata a Eva è conquistare il suo piccolo cuore.
Eva è irrazionale, lunatica, appassionata, emozionale, indipendente.
Eva è una bimba colorata.
sabato 6 settembre 2008
Torno ora da una mattinata esamidiriparazione-scrutini finali.
Sarò scema?
Sono tristissima.
Se faccio così la vita da precaria, la lunghissima vita da precaria che mi aspetta, sarà un disastro.
Mi affeziono.
Mi dispiace pensare di non vedere più i miei ragazzi, che stamani "Prof. ... Prof., allora ..." "Ma lei non c'è quest'anno?.."
Mi affeziono a loro, alla scuola, ai bidelli, agli insegnanti. All'aria.
Precariato del cazzo.
Sarò scema?
Sono tristissima.
Se faccio così la vita da precaria, la lunghissima vita da precaria che mi aspetta, sarà un disastro.
Mi affeziono.
Mi dispiace pensare di non vedere più i miei ragazzi, che stamani "Prof. ... Prof., allora ..." "Ma lei non c'è quest'anno?.."
Mi affeziono a loro, alla scuola, ai bidelli, agli insegnanti. All'aria.
Precariato del cazzo.
giovedì 4 settembre 2008
Per oggi:
Una piacevole abitudine: una passata sulle labbra di burro cacao alle mandorle. Tutta la vita intorno prende il profumo di mandorle.
Un libro per oggi: le ultime pagine dell'Età dell'oro. Sono in fondo. E' bello.
Una canzone per oggi: Gore veil - The deadly snakes.
Una frase:
"- Che fai stasera? - dico molto velocemente, e mi metto una mano davanti agli occhi.
- Sono... a casa... come sempre... Perchè?
Verrà l'ora in cui li rimpiangeremo, i giorni passati a casa a non fare nulla.
- A casa? Ma dai, che ci fai a casa in una sera così?
-Mi guardo un film in cassetta.
-Io e Elizabeth stasera andiamo a sentire il concerto di De Gregori, al metastasio.
- Ah ganzo.
..."
Un film da vedere oggi: Jules e Jim, di François Truffaut.
Un gioco con i miei mostri: Un... due... tre..., stella!
Fuori piove.
La felicità è una buona abitudine.
Una piacevole abitudine: una passata sulle labbra di burro cacao alle mandorle. Tutta la vita intorno prende il profumo di mandorle.
Un libro per oggi: le ultime pagine dell'Età dell'oro. Sono in fondo. E' bello.
Una canzone per oggi: Gore veil - The deadly snakes.
Una frase:
"- Che fai stasera? - dico molto velocemente, e mi metto una mano davanti agli occhi.
- Sono... a casa... come sempre... Perchè?
Verrà l'ora in cui li rimpiangeremo, i giorni passati a casa a non fare nulla.
- A casa? Ma dai, che ci fai a casa in una sera così?
-Mi guardo un film in cassetta.
-Io e Elizabeth stasera andiamo a sentire il concerto di De Gregori, al metastasio.
- Ah ganzo.
..."
Un film da vedere oggi: Jules e Jim, di François Truffaut.
Un gioco con i miei mostri: Un... due... tre..., stella!
Fuori piove.
La felicità è una buona abitudine.
mercoledì 3 settembre 2008
Sono due giorni che cerco di scrivere un post, ma appena mi siedo, nella mia mezz'ora d'aria, mi dedico a farmi prendere per il julio da F. su MSN. Insomma potendo scegliere, mi pare ovvio.
Non ci sono grosse novità, comunque.
Fronte lavoro.
Ancora tutto tace. Stamani mi ha chiamato una scuola privata, ma io non ho sentito la chiamata perchè ero in strada a cercare Tobi il fuggitivo. Comunque a Dio piacendo, e piace per forza, hanno richiamato nel pomeriggio. Il colloquio è per lunedì mattina. In God they trust. (Sono suore, TUA!)
Fronte mostri.
Il piccolo mostro ha iniziato il particellare inserimento al nido. Alla grande. Al colloquio pre-inserimento mi ero data un gran dafare a descrivere il piccolo mostro come un piccolo mostro, per preparare, a coscienza, le maestre all'arrivo infausto della figlia naturale di Terminator ed Elisabeth Bathory, e invece piccolo mostro ha fatto il suo ingresso trionfale nell'asilo in veste piccolo angioletto coll'aureola. Tutta squinsy squansy, tutta zucchero e miele, tutto un "attie!", "pego!".
Insomma, ridendo e scherzando mi ha fatto fare una bella figura di merda. E va bè.
Il piccolo mostro grande, ha già accantonato la passione scientifica ed è tornata entusiasticamente al suo primitivo e imperituro amore: galoppare e nitrire. Fra una galoppata e l'altra, vere e finte, legge, disegna, parla incessantemente, guarda per la 700 millesima volta Occhi di gatto, ammorba Tobi. Se la gode.
Fronte libri.
Siamo ancora lì. Sull'Età dell'oro di Nesi. Di solito quando i libri mi stanno così tanto fra le mani è perchè non mi piacciono. In questo caso è diverso, ne parlavo ieri sera con F.
Per rendervi l'idea: questo libro mi fa lo stesso effetto della pizza della pizzeria Athena, non so se la conoscete. La mangi e pensi "E' buona, cavolo". Continui a mangiare e di gusto, finchè a un certo punto guardi il piatto e la vedi sempre lì. Mangi ancora e è sempre lì. Ancora uno spicchietto e è sempre lì. Non finisce mai.
Di un faticoso da paura.
Non ci sono grosse novità, comunque.
Fronte lavoro.
Ancora tutto tace. Stamani mi ha chiamato una scuola privata, ma io non ho sentito la chiamata perchè ero in strada a cercare Tobi il fuggitivo. Comunque a Dio piacendo, e piace per forza, hanno richiamato nel pomeriggio. Il colloquio è per lunedì mattina. In God they trust. (Sono suore, TUA!)
Fronte mostri.
Il piccolo mostro ha iniziato il particellare inserimento al nido. Alla grande. Al colloquio pre-inserimento mi ero data un gran dafare a descrivere il piccolo mostro come un piccolo mostro, per preparare, a coscienza, le maestre all'arrivo infausto della figlia naturale di Terminator ed Elisabeth Bathory, e invece piccolo mostro ha fatto il suo ingresso trionfale nell'asilo in veste piccolo angioletto coll'aureola. Tutta squinsy squansy, tutta zucchero e miele, tutto un "attie!", "pego!".
Insomma, ridendo e scherzando mi ha fatto fare una bella figura di merda. E va bè.
Il piccolo mostro grande, ha già accantonato la passione scientifica ed è tornata entusiasticamente al suo primitivo e imperituro amore: galoppare e nitrire. Fra una galoppata e l'altra, vere e finte, legge, disegna, parla incessantemente, guarda per la 700 millesima volta Occhi di gatto, ammorba Tobi. Se la gode.
Fronte libri.
Siamo ancora lì. Sull'Età dell'oro di Nesi. Di solito quando i libri mi stanno così tanto fra le mani è perchè non mi piacciono. In questo caso è diverso, ne parlavo ieri sera con F.
Per rendervi l'idea: questo libro mi fa lo stesso effetto della pizza della pizzeria Athena, non so se la conoscete. La mangi e pensi "E' buona, cavolo". Continui a mangiare e di gusto, finchè a un certo punto guardi il piatto e la vedi sempre lì. Mangi ancora e è sempre lì. Ancora uno spicchietto e è sempre lì. Non finisce mai.
Di un faticoso da paura.
lunedì 1 settembre 2008
Ma come fate? Qual è il vostro segreto?
Guardo voi, oh donne, e vedo tutto ciò che io non so essere.
Capelli perfetti, look perfetti, tempo per leggere, per scrivere, per pensare profondamente, energie per giocare con i vostri bambini, per cucinare prelibatezze che sempre i vostri bambini divorano in un attimo, tempo per la palestra, la sauna, il lavoro, le amicizie, gli hobbies: leggere, cucire, ricamare, cucinare, e ancora leggere e bloggare.
I vostri bimbi sono perfetti, compìti e in ordine, sembrano pronti per la sfilata di Pitti bimbo, sempre i vostri bambini la sera concludono la giornata in 5 minuti, un bacio, una carezza e tanti saluti fino al mattino, il vostro aNobii ha centinaia e centinaia di voci, il vostro maquillage è perfetto, pure se siete acqua e sapone è un sapone perfetto, i vostri blog sono frizzanti, interessanti, brillanti, le vostre shinystat sono alle stelle, i commenti ai vostri post incommensurabili, i vostri facebook ordinati e chiari, la vostra casa è uno specchio, la vostra agenda piena di attività interessanti da fare.
No, ri-chiedo, come diavolo fate? Sono invidiosa, si si, ditelo pure.
I-N-V-I-D-I-O-S-A.
Perchè, passato l'effetto parrucchiere, i miei capelli hanno riagguantato la loro sagoma di fungo atomico, però rosso; le mie bambine sono indomabili e indomate, sempre pataccose e cialtrone, nonostante le cambi 97 volte al giorno; io mi trascino nell'arco della giornata come uno zombie nell'arco delle tenebre, rincorrendo tutto il giorno le cose che devo fare senza riuscire a terminarne mezza; la casa è in rivolta, gli oggetti proprio mi si rivoltano, un disastro apocalittico la visione d'insieme; non ho tempo per la palestra, per leggere, per cucire o ricamare; il mio blog è un'accozzaglia di post senza capo nè coda, il profilo di facebook è colmo di puffi brontoloni, di matite che colore sei?, di automobili che macchina sei?, di piedi quante dita dei piedi dovresti avere?, di opzioni ti mando un panino-una pizza-un cioccolatino virtuale, di alter-ego disney, di inseparabili che mi fanno sentire in colpa perchè non do loro da mangiare mentre, incidentalmente, far mangiare realmente le mie bambine è un'impresa titanica; sempre le mie bambine impiegano un'ora la sera per addormentarsi e quasi mai mi fanno la grazia di arrivare in un salto al mattino dopo; non vedo un film dal 1920 perchè, quando ne metto uno, rimango fregata dal dover sbattere le palpebre per inumidire gli occhi, ché se chiudo gli occhi mi addormento all'istante, qualsiasi cosa stia facendo. Le mie bambine si lamentano che non gioco abbastanza con loro; la mia agenda nei giorni di più fervida attività mi ricorda di passare alla posta a pagare le bollette, di comprare pannoloni - sottolineato due volte - che siamo senza!!, di passare alla farmacia per qualche medicina.
Ho meno energie di un'ameba fuori dall'acqua, ma la stessa struttura amorfa.
E voi, invece, ma dove caspita le trovate le energie? Qual è il vostro segreto? Vi fate uno zabaione la mattina? Una tisana? Una pistina, direttamente?
No, ditemelo, via. Giuro che lo tengo per me.
Comunque.
Domani inizia l'inserimento al nido di piccolo mostro. Sto preparando il corredo: bavagli con coccinelle, sacca con coccinelle, portaciuccio con coccinelle, bottoni a forma di coccinelle, asciugamano con coccinelle, mutande con coccinelle. Speriamo almeno ci stia, il mostro, all'asilo, con tutte le coccinelle beneauguranti sulla sua roba, con la maestra Loretta e la bambola Veronica che ha una coccinella anche lei sul vestito, e come che no?
Guardo voi, oh donne, e vedo tutto ciò che io non so essere.
Capelli perfetti, look perfetti, tempo per leggere, per scrivere, per pensare profondamente, energie per giocare con i vostri bambini, per cucinare prelibatezze che sempre i vostri bambini divorano in un attimo, tempo per la palestra, la sauna, il lavoro, le amicizie, gli hobbies: leggere, cucire, ricamare, cucinare, e ancora leggere e bloggare.
I vostri bimbi sono perfetti, compìti e in ordine, sembrano pronti per la sfilata di Pitti bimbo, sempre i vostri bambini la sera concludono la giornata in 5 minuti, un bacio, una carezza e tanti saluti fino al mattino, il vostro aNobii ha centinaia e centinaia di voci, il vostro maquillage è perfetto, pure se siete acqua e sapone è un sapone perfetto, i vostri blog sono frizzanti, interessanti, brillanti, le vostre shinystat sono alle stelle, i commenti ai vostri post incommensurabili, i vostri facebook ordinati e chiari, la vostra casa è uno specchio, la vostra agenda piena di attività interessanti da fare.
No, ri-chiedo, come diavolo fate? Sono invidiosa, si si, ditelo pure.
I-N-V-I-D-I-O-S-A.
Perchè, passato l'effetto parrucchiere, i miei capelli hanno riagguantato la loro sagoma di fungo atomico, però rosso; le mie bambine sono indomabili e indomate, sempre pataccose e cialtrone, nonostante le cambi 97 volte al giorno; io mi trascino nell'arco della giornata come uno zombie nell'arco delle tenebre, rincorrendo tutto il giorno le cose che devo fare senza riuscire a terminarne mezza; la casa è in rivolta, gli oggetti proprio mi si rivoltano, un disastro apocalittico la visione d'insieme; non ho tempo per la palestra, per leggere, per cucire o ricamare; il mio blog è un'accozzaglia di post senza capo nè coda, il profilo di facebook è colmo di puffi brontoloni, di matite che colore sei?, di automobili che macchina sei?, di piedi quante dita dei piedi dovresti avere?, di opzioni ti mando un panino-una pizza-un cioccolatino virtuale, di alter-ego disney, di inseparabili che mi fanno sentire in colpa perchè non do loro da mangiare mentre, incidentalmente, far mangiare realmente le mie bambine è un'impresa titanica; sempre le mie bambine impiegano un'ora la sera per addormentarsi e quasi mai mi fanno la grazia di arrivare in un salto al mattino dopo; non vedo un film dal 1920 perchè, quando ne metto uno, rimango fregata dal dover sbattere le palpebre per inumidire gli occhi, ché se chiudo gli occhi mi addormento all'istante, qualsiasi cosa stia facendo. Le mie bambine si lamentano che non gioco abbastanza con loro; la mia agenda nei giorni di più fervida attività mi ricorda di passare alla posta a pagare le bollette, di comprare pannoloni - sottolineato due volte - che siamo senza!!, di passare alla farmacia per qualche medicina.
Ho meno energie di un'ameba fuori dall'acqua, ma la stessa struttura amorfa.
E voi, invece, ma dove caspita le trovate le energie? Qual è il vostro segreto? Vi fate uno zabaione la mattina? Una tisana? Una pistina, direttamente?
No, ditemelo, via. Giuro che lo tengo per me.
Comunque.
Domani inizia l'inserimento al nido di piccolo mostro. Sto preparando il corredo: bavagli con coccinelle, sacca con coccinelle, portaciuccio con coccinelle, bottoni a forma di coccinelle, asciugamano con coccinelle, mutande con coccinelle. Speriamo almeno ci stia, il mostro, all'asilo, con tutte le coccinelle beneauguranti sulla sua roba, con la maestra Loretta e la bambola Veronica che ha una coccinella anche lei sul vestito, e come che no?
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