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Corinnaria
Sono solo un Blog: demodé per definizione, inutile per costruzione.

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Le vent se lève! . . . il faut tenter de vivre!








sabato 31 gennaio 2009

Stanotte ho sognato che ero incinta e che dopo una speedy-gravidanza partorivo una bambina: Olga.
Roba da brivido. Per Dio, chiudetemi le tube.
Ok, sto esagerando. E dico la verità: se i bambini nascessero di 2 anni ne farei anche altri 3 o 4 (1).
La cosa che realmente non riuscirei fisicamente e mentalmente a sopportare di nuovo sarebbero i primi 18 mesi di vita, di notti insonni, di bisogni continui, di comunicazione ridotta, che hanno un bel dire che fra madre e figlio la comunicazione avviene su magici fili fatti di non parole, di emozioni, di sguardi. Io quando Eva piangeva come una pazza non riuscivo a comprenderla, a capire cosa diavolo avesse, e mi veniva un'ansia da paura e tirala su e mettila giù e cambiala e massaggia il pancino e portala a spasso, no mettila a lettino, e avrà sete? caldo? freddo? e stai un attimo buona qui che mamma va in bagno, e no, neanche per idea, e ok, espleterò le mie funzioni fisiologiche con in braccio una creatura e..
No, no, no.
Ecco, verso i due anni si comincia a ragionare: si parla, si cammina, si comunica.
Verso i due anni uno (io almeno) pensa che avere figli non è poi così male, che quelle creaturine sono uno splendore e pensa che la cosa più pesante è che, santa pazienza, queste creaturine si ammalano in continuazione.
Ma quando diamine si fortifica il sistema immunitario? [Ora per esempio Eva ha di nuovo la febbre a 39 °C. ]
Ma è l'unica nota stonata e quindi, insomma, ci si può anche stare.
Peccato, un vero peccato che non nascano di 2 anni.

martedì 27 gennaio 2009

Possiamo dire che sono guarita.
Azzardiamo. Sono guarita.
In realtà ho un raffreddore da fieno, la testa come un pallone e il corpo come una ciabatta.
Però non ho più febbre da un paio di giorni e sono tristemente tornata al lavoro, indi ragion percui, visto che mia madre quando ero piccola mi diceva "se sei malata per andare a scuola allora sei malata anche per andare a giro" che ribaltata suona "se sei guarita per andare a scuola, allora sei guarita anche per andare a spasso", sono guarita.
Ecco, invece volevo dire che mi è piaciuto un sacco il libro che ho finito ieri sera Il dolore perfetto di Ugo Riccarelli.
Bello. Un po' Marquez, un po' Allende.
I personaggi vivono cullati dalle tante parole con cui sono raccontati e si raccontano e in quelle parole, le parole del raccontare, del tramandare, del rivivere, accolgono il sogno, l'ideale.
Lo accolgono, lo vivono e lo rigenerano.
Vivono di sogni, di utopie. Sognano la democrazia, la libertà, sognano di poter generare il moto eterno.
Utopie che sembrano diverse e lontane, e che invece si rivelano assai vicine tra loro.
Perchè nel sogno che rincorrono essi intravedono la chiave per dare senso al mondo. Ma il senso si immerge, si mescola e si confonde con le parole dei loro racconti e le parole dei loro racconti si nutrono del loro stesso sogno.
E dunque in quello scovano il vero segreto del movimento eterno: quell'immobilità perfetta con la quale tutto ritorna, scorre e rimane dentro le persone per sempre.

Punto.
C'avete capito qualcosa?
No?
Ovvio. Manco io a rileggere.
Meglio per voi se lo leggete da soli il libro.

Invece, quello che andrò a comprare nel pomeriggio, legato alla memoria che si celebra oggi è Il nazista e la bambina di Liliana Manfredi.
Pare che nel racconto della tragica notte in cui l'Autrice vide uccidere fra gli altri anche la sua mamma e nella quale ebbe salva la sua, di vite, solo per aver risposto all'ordine del tedesco di recarsi tutti nella camera da letto per essere fucilati infilandosi di corsa sotto le coperte, (quel gesto tipico che fanno i bambini e che ambientato in quella situazione fa venire subito un nodo allo stomaco), sia veicolato un messaggio che a dispetto di tutto non è di rancore e di vendetta, ma di pace. E dunque sia.
( a me già solo l'intervista ha fatto passare la fame, non dico altro)

sabato 24 gennaio 2009

forse è proprio perchè sono tragica

ma, mentre tutti intorno sono guariti o hanno intrapreso la sicura e confortante strada della guarigione, io continuo a rigirarmi nei miei 39°C.
Ma cos'ho addosso?
La rivincita dei gremlins?
Al sesto giorno di febbre, dopo aver inghiottito tante di quelle porcherie per stare bene che mi serviranno 4 mesi per far riprendere il mio fegato (ma IO ODIO STARE MALE) (e fossero servite poi), sono ancora qui con l'insolubile questione: stanotte 39- tachipirina-stamani 37.5-oggi?
mah.
In questi attimi di parziale lucidità bisogna però che renda onore al merito, che riconosca a Cesare quel che è di Cesare (pure che...via, lasciamo stare), che in buona sostanza riconosca la nota positiva della faccenda febbre: soffro a bestia, ma la lancetta sulla bilancia s'è spostata. Che dire, wow.
Emily non aveva mica torto quando aspettava in gloria una bella colite per raggiungere il peso forma.
Invece, sempre a proposito di film, stanotte c'era su rete4 the forgotten con Julianne Moore.
Ora, i capolavori sono altri, diciamolo subito.
Che di trovate banali ce n'è a iosa e che se non ci fosse stata Julianne Moore forse uno cambiava subito canale.
Ma l'idea originale secondo me non era male, anzi. E anche un po' inquietante.
Una ciliegina sulla torta delle mie paranoie di madre inadeguata [urrà].

Via, meglio se torno a letto.

martedì 20 gennaio 2009

lunedì 19 gennaio 2009

Daniuccia s'ammalò. [e Eva s'ammalò e Alice si asmò].
Tutto rimase più meno sotto controllo.

mercoledì 14 gennaio 2009

A furia di pensare alle cagate che ho nella mia testa bacata mi sono quasi dimenticata di avere delle figlie che hanno le loro proprio cagate, cagate che, neanche a dirlo, in quanto cagate di figlie mie, sono molto ma molto più importanti.
Stop. Pay attention, please.
Sarà la fame?

giovedì 8 gennaio 2009

Tutti fanno buoni propositi per il nuovo anno.
Io i buoni propositi, diligentemente disattesi pur se coscienziosamente annotati in listine peregrine, li faccio in continuazione e davvero non ho bisogno del cambio d'anno per questo genere di input, allora, per fare l'originale, per il nuovo anno ho fatto la nuova listina dei fiori di bach da adoperare.
L'anno 2009 io lo inizio accompagnata da:
* walnut
**Chestnut bud
*Impatiens
**Cerato
*Scleranthus

e a buon intenditor poche parole (puoche paruole).

C'è un fatto.
La decisione che stiamo partorendo in famiglia è quella della scuola primaria (già elementare) dove spedire Alice a settembre.
I giudizi sulle maestre si sprecano (e controversi: quella è una pazza! Ma no, macchè, è bravissima) e anche sulle priorità da considerare (ovviamente, l'unica cosa che dovete tenere in conto è che il sitio sia dotato di parcheggio e sia raggiungibile in breve tempo).
Pare, a questi punti, che la fanciulla sia destinata a frequentare la scuola religiosa-privata della città, che vanta la migliore maestra del paese e un'educazione di tutto rispetto (all'antica, con la E maiuscola), dove i bambini vengono educati a non pensare che il lancio di una scarpa in testa alla maestra sia cosa normale e impunita (fatto che parrebbe pacifico, ma, dati alla mano, sembra non essere così), dove si imparano bene l'inglese, la musica, il computer.
Io, da parte mia, desidero solo che mia figlia assapori, come già la madre a suo tempo, l'ebbrezza di scegliere, ogni giorno, se bere dalla fontana del diavolo (dal rubinetto piccolo e dal getto modesto) o dalla fontana di Dio (rubinetto ragguardevole e getto invadente) e, quando concesso, di rubare la campanella alla suora e produrre vigorose scampanellate (la ricreazione è giunta al termine).

it's wonderful, it's wonderful

martedì 6 gennaio 2009

caducità-2

secondo dentino
dolon...dolon... tic... dump...

lunedì 5 gennaio 2009

...un mandarino, un dolcettino...

Oh Befana,
sei una dama,
sei una sposa,
tirami qualche cosa...
un mandarino,
un dolcettino,
un pezzetto di befanino...

io e mia sorella siamo di fronte all'albero di natale.
Recitiamo la filastrocca e gli occhi sono puntati al soffitto da dove speriamo di veder scendere un dolcetto.
... un pezzetto di befanino.... tac! cade una caramella.
- Siete stati voi? i nostri genitori sono appoggiati alla porta a vetri del salotto,
- no, certo che no.
ci saranno delle aperture nel soffitto? Aperture che si aprono e si richiudono istantaneamente comandate dalla magia della befana?
Controlliamo bene?
Alice esamina scrupolosamente gli angoli del salotto. La luce negli occhi, la curiosità, la speranza di veder arrivare una caramella. Eva canta una canzoncina in onore della befana.
Io sono appoggiata alla porta di legno della cucina, con Tommaso.

sabato 3 gennaio 2009

Comentarios

Ecco, vorrei dire due parole sulla storia dei commenti (l'invito, assolutamente esplicito, a commentare che vi porge il mostriciattolo new entry alla vostra destra).
Non è che ci sia un obbligo, ci mancherebbe altro, ma, ecco, se non lo sapete, sappiate che a me fan piacere e che insomma, se avete voglia di scriver due righe....
No, perchè uno dice "perchè scrivi su un blog?", "eh bè - rispondo - principalmente per me, perchè mi diverte scrivere e perchè, così facendo, mi rilasso e mi distendo". Però, diciamoci la verità, se uno tiene un blog ha anche piacere di essere in qualche maniera letto, così, per condivisione, per amicizia, per dar fiato alle trombe, sennò scriverebbe su word e buonanotte al secchio.
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E quindi ecco, se lasciate due parole a me schifo non fa, via.
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Ora, ci sono però due cose da aggiungere:
*la prima è che nemmeno mia sorella ha mai scritto neanche una preposizione (semplice dico, eh?) fra i commenti, e che mio marito non legge manco una riga di quel che scrivo (cioè, si rifiuta, vi rendete conto??), quindi capite a me che questa può esser tutto men che una critica nei vostri confronti,
**la seconda è che c'era quel vecchio bisbetico, che ha un blog in cui scrive 50 post al giorno, che una volta attaccò un pippone allucinante ai suoi lettori perchè non scrivevano niente e il tono usato non è che fosse dei più amichevoli e, insomma, non è che mi rimase così simpatico, ragion per cui mai e poi mai vorrei fare la stessa cosa, ecco.

[Però un due righe ogni tanto, se avete voglia.... via, l'ho detto.]

venerdì 2 gennaio 2009

Aqui teneis la vuestra Daniuccia!
Ovvero, rieccomi alla base.
Allora, siete mai stati a San Leo?
No?
Allora prontamente disponete armi e bagagli e partite.
Anzi, meglio: se siete di quelli che non si divertono se non hanno intorno almeno 10.000 persone, 5 discoteche, confusione da minimo 100 dB e una città che vive e lussureggia notte e giorno, richiudete subito l'armadio della valigia e infischiatevene di quanto detto sopra.
Se, invece, non disdegnate il silenzio della neve, un paesino di 7 anime e mezzo e 4 centimetriquadrati (che però offre panorami incantevoli e c'ha anche un bel po' di storia), un forte medievale, un brindisi nella piazza con 250 persone, un cenone animato da 4 frati fasulli e mezzi brilli, fuochi d'artificio dalla rocca, il telefono che non prende, calore e colore, allora potete anche tirarla fuori quella valigia.
Insomma, in questo San Leo, a cui si giunge con una stradina stretta che si arrampica nella roccia, e sopra questo masso gigante, che a dire gigante si usa un dimutivo, la vista di questa fortezza suggestiva, abbiamo trapassato l'anno in giubilo e letizia.
E mentre noi banchettavamo, copiosamente e indefessamente, le bimbe passavano, noncuranti dell'attesa del nuovo anno, alle più comode braccia di Morfeo.
E la sottoscritta era mezza brilla per aver pasteggiato, desueta, a vino rosso, e il marito splendido splendente col jolly del locale, e la sorella puntata tutta la sera perchè scambiata con un'attrice, e il cognato stressato dal click della macchina fotografica azionato da una mano guidata da una volontà di ripresa asfissiante (la mia).
E poi i fuochi, lo spumante e il brindisi.
E di giorno Alice impazzita per la neve e instancabile (e facciamo a pallate e ancora e ancora e ancora e cerchiamo i gormiti e dove sono e dove sono e dove sono) e Eva buona buona a osservare tutto, mezza congelata, e San Marino, e le bancarelle di ciarpame e i profumi di un'epoca fa.